Raduno Triveneto 2023 – 1

IL RADUNO TRIVENETO 2023 DEL 3° RGPT A.N.A.

Dopo il successo della edizione del 2011, la Sezione di Belluno ha organizzato con orgoglio questo nuovo raduno del 3° Raggruppamento dell’Associazione Nazionale Alpini. Un evento che ha impegnato per un anno tanti componenti sezionali e dei gruppi consapevoli dell’importanza della manifestazione.

Manifesto Raduno Triveneto 2023
Belluno, 16-18 giugno 2023
La nostra ultima Adunata “Nazionale” a dimensione di città!

Alpini, amici degli alpini e simpatizzanti si sono incontrati al Raduno Triveneto che si è svolto dal 16 al 18 giugno 2023 con un prologo nella giornata di sabato 10 giugno.

E’ stata l’occasione per alcuni di ritornare a Belluno dopo il bellissimo Raduno Triveneto del 2011; per altri ha avuto il sapore di un omaggio al triste ricordo della tragedia del Vajont avvenuta il 9 ottobre 1963; altri ancora hanno avuto la possibilità di incontrarsi con i “veci” commilitoni.

C’è stata anche l’occasione di visitare per la prima volta la nostra splendida città… tanti alpini ed amici con tante motivazioni per riempire e percorrere le vie storiche e le splendide piazze di Belluno.

In supporto alla manifestazione è stato pubblicato il sito  www.radunotriveneto2023.it/  (dismesso a marzo 2026) accompagnato dalle pagine Facebook della Sezione Ana di Belluno con i vari argomenti di interesse e relativi aggiornamenti.
 

Il filo conduttore della manifestazione è il costante impegno degli Alpini in aiuto alla collettività nazionale nelle tante emergenze avvenute nel passato, a partire dalla tragedia del Vajont, di cui quest’anno ricorre il 60° anniversario. 

Non poteva mancare, visti i recenti avvenimenti, anche la solidarietà della Sezione di Belluno verso le popolazioni Emiliano-Romagnole (dove sono già presenti le nostre penne nere della Protezione Civile dell’ANA) e per questo la nostra sezione si è attivata con iniziative per la raccolta di fondi.

Aiutaci ad aiutare.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI.  SARA’ LA VOSTRA E NOSTRA FESTA ALPINA.

Manifesto Alpini per Emilia Romagna
QR Romagna
La Nostra Sezione
Ponte degli Alpini
Il Periodico l’Alpino

Un numero del giornale “L’ Alpino” del 1921 testimonia che la Sezione Ana di Belluno nacque ufficialmente il 20 giugno di quell’anno. Oggi conta 44 Gruppi ed il suo vessillo porta otto medaglie d’oro individuali.

Le sedi

La prima sede fu individuata in via Carrera 10 e ne seguirono altre tre. Nel 2013 è stata inaugurata l’attuale sede, seguita nel 2014 in edificio attiguo, da quella della Protezione Civile sezionale.

I Presidenti della Sezione

Dazio De Faveri (1921-1936), Giacomo Palla (1937), Giuseppe Reolon (1937-1938), Rinaldo Doglioni (1938-1946), Giuseppe Rodolfo Mussoi (commissario, 1947), Agostino D’Incà (1948-1950), Giovanni Luchitta (1950-1957), Giacomo Pellegrini (1957-1966), Giuseppe Rodolfo Mussoi (1966-1987), Bruno Zanetti (1987-1996), Mario Dell’Eva (1996-1999), Franco Patriarca (1999-2002), Arrigo Cadore (2003-2012), Angelo Dal Borgo (2012-2020), Lino De Pra (in carica).

I Gruppi

La Sezione conta 44 gruppi tra Destra Piave, Sinistra PiaveLongaronese/Zoldo, Agordino e Alpago/Ponte Nelle Alpi.

Un totale, al 31 dicembre 2022, di 6.050 soci dei quali 4.729 alpini, 1.304 aggregati e 17 amici degli alpini.

Le manifestazioni

Sono state organizzate importanti manifestazioni, tra cui sei Raduni degli ex appartenenti alla Brigata Alpina Cadore dal 1999 al 2022 e il passaggio della fiaccola olimpica di Torino 2006.

Si ricordano inoltre le celebrazioni per il 130° anniversario della costituzione del Corpo degli Alpini (2002) che è coinciso con il 30° della dedica del Ponte degli Alpini in città.

Nel giugno 2011 è stato organizzato il Raduno del 3° Raggruppamento Triveneto dell’A.N.A. in concomitanza con il 90° di costituzione della Sezione stessa.

Va poi ricordata l’organizzazione della 1a edizione delle “Alpiniadi Invernali” tenutesi nel 2012 in Valle del Biois.

I Sacrari ed il Museo del 7° Reggimento Alpini

Nel territorio di competenza della Sezione insistono tre sacrari militariPian di Salesei (Comune di Livinallongo del Col di Lana), Col Visentin (Comune di Belluno, in memoria dei caduti del 5° “Pusteria” e del Gruppo “Val Piave” del 3° Reggimento d’Artiglieria da montagna), Tempio Ossario di Mussoi (Comune di Belluno, in memoria dei caduti della Grande Guerra).

Di particolare rilevanza storica è il Museo del 7° Reggimento Alpini, ospitato a Villa Patt a Sedico e di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Belluno.

Premio Fedeltà alla Montagna

Sono stati assegnati alla Sezione di Belluno quattro Premi “Fedeltà alla montagna”Cooperativa Allevatori di Livinallongo del Col di Lana (1981); Cooperativa Bassan di Borsoi (1992); Cooperativa Monte Cavallo di Tambre (2003); azienda Diego Dorigo di Laste di Rocca Pietore (2016).

Comunicazione

Dal 2003 viene pubblicato il trimestrale “In Marcia”, inviato a tutti i soci, mentre è assai frequentato il sito internet www.anabelluno.it e la pagina Facebook contenente le notizie utili sulla vita e le attività della Sezione.

Attività Sportiva

I risultati in campo sportivo sono notevoli con parecchie vittorie e lusinghieri piazzamenti degli atleti sezionali alle gare nazionali di sci alpino, nordico, corsa in montagna, mountain bike e tiro a segno.

Noto testimonial è l’arciere Oscar De Pellegrin, del Gruppo Cavarzano-Oltrardo, plurimedagliato alle Paralimpiadi e a vari campionati italiani, europei e mondiali, oggi sindaco della città di Belluno..

Otre 40 anni e non dimostrarli
Protezione Civile auto
A partire dall’Irpinia 

L’Unità di Protezione Civile della Sezione Alpini di Belluno è presente fin dagli anni ’80 con l’emergenza Irpinia. Le prime squadre formatesi si sono via via ampliate ed estese a diversi Gruppi Alpini, costituendosi in Squadre o raggruppando più Gruppi Alpini in Nuclei di P.C.

Ad ogni emergenza, qualunque fosse l’allertamento, l’Unità Sezionale ha sempre risposto: presente!

Le specializzazioni

Negli anni è cresciuta la professionalità, anche adeguandosi agli standard richiesti di intervento con formazioni base, di sicurezza e specialistiche tra cui: l’antincendio boschivo, la squadra subacquea, la squadra alpinistica, la squadra sanitaria, la squadra logistica, il gruppo di cucina da campo, la squadra cinofila, la squadra droni, la squadra TLC, la squadra rischi idrogeologici, la squadra informatica e la squadra segreteria.

La crescita

La costante crescita del numero dei Volontari, con tanti giovani che trovano nell’opera di volontariato dell’A.N.A. dei valori ai quali fare riferimento per i propri indirizzi, ha permesso di raggiungere il numero di 622 iscritti, una percentuale di oltre il 10% rispetto al totale dei Soci della Sezione.

Oggi presenti più che mai
Protezione Civile uomini
 
Emergenza Covid 19

Recentemente il servizio dell’Unità di Protezione Civile ha sviluppato un forte impegno nell’emergenza COVID 19, un impegno che dal 25 febbraio 2020 al 31 marzo 2022 ha comportato l’effettuazione di 6.941 giornate uomo, delle quali 5.064 a favore dell’Ulss n. 1 Dolomiti con una percorrenza di 504 viaggi per un totale di km 33.363 per trasporto e consegna vaccini aicentri vaccinali.

Migliaia di giornate

Nel corso delle varie attività 2020 sono state donate 4.650 giornate uomo, nel 2021 le giornate sono state 3.993 con un forte impegno nelle attività di prevenzione A.I.B. in Calabria, Sicilia, alluvione a Stromboli, emergenza maltempo nelle Marche, nel 2022 le giornate sono state 2.625. 

Una forma di volontariato effettuato in forma totalmente gratuita e incentivato dalla generosità e solidarietà che anima i nostri volontari , giovani e meno giovani a cui compete l’impegno nel rispondere ai bisogni dei cittadini ed a collaborare con le Istituzioni laddove le stesse non hanno la possibilità di intervenire.

A far muovere ogni singolo volontario è il sentire il bisogno di essere utili alle Comunità, con discrezione, ma convinti che ciò che viene fatto ci arricchisce eci gratifica moralmente.

Esposizione di mezzi e materiali

In occasione del Raduno Triveneto sarà allestita un’esposizione di mezzi e materiali della Protezione Civile nel Parco Città di Bologna con il contributo di diverse unità del Triveneto.

Inaugurazione: venerdì 16 giugno alle ore 17,00 presso l’ingresso sud del Parco.
Apertura al pubblico: dalle 17,00 alle 20,00 del venerdì e dalle 9,00 alle 20,00 del sabato

Belluno città degli Alpini
Monumento al mulo
Belluno è sinonimo di alpinità

La storia della città di Belluno è strettamente collegata alla storia del Corpo degli Alpini, di cui l’anno scorso si è celebrato il 150° anniversario di costituzione. 

Lo testimoniano i tanti Reparti delle Truppe Alpine che hanno avuto sede nel suo territorio e le tante infrastrutture militari ancora presenti.

La toponomastica

Lo testimoniano anche i nomi di tante località e manufatti cittadini: il “Ponte degli Alpini” con le due grandi statue raffiguranti due alpini poste alle estremità del manufatto, opere dello scultore locale Franco Fiabane, e col vistoso cappello alpino visibile nei pressi; i nomi di due rifugi posti sulle sovrastanti montagne “Settimo Alpini” e “Brigata Cadore”; il “monumento al Mulo” sito nei pressi del piazzale della stazione ferroviaria che rappresenta un alpino inginocchiato che dà da bere al suo mulo l’acqua contenuta nell’incavo del suo cappello alpino, opera dello scultore locale reduce di Russia Massimo Facchin (vedi foto).

Le caserme

A Belluno ci sono sei caserme, di cui due ancora attive: la “Fantuzzi”, costruita alla fine dell’800 e dal 1953 sede del Comando della Brigata Cadore col suo Quartier Generale (poi Rep. Comando e Trasmissioni) fino alla chiusura nel 1997; le caserme “Toìgo” e “Piave” sedi del battaglione Logistico della Brigata; le caserme “Tommaso Salsa” e “Cap. D’Angelo” già sedi dei due reggimenti della Brigata, ora congiunte; la “Jacopo Tasso”, costruita a partire dal 1704, già convento e chiesa dei Gesuiti, poi sede dell’Istituto Militare di Educazione Inferiore asburgico ed infine sede del Distretto Militare provinciale fino alla soppressione del 1995.

La Brigata Cadore
Brigata Cadore
 

Costituita nel 1953 e sciolta nel 1997, ha avuto il suo comando / quartier generale nella caserma “Fantuzzi”.Fino al 1976, inquadrava il 7° reggimento alpini, la cui sede era presso la Caserma Salsa ed il 6° rgt art da montagna, nell’adiacente caserma D’Angelo. Con la chiusura del livello organico dei reggimenti, dal 1976 ai primi anni ’90, passavano alle dirette dipendenze della Brigata i battaglioni alpini “Feltre” (caserma ‘Zannettelli’ a Feltre), “Pieve di Cadore” (caserme ‘P.F. Calvi’ e ‘Buffa di Perrero’ a Pieve di Cadore), “Belluno” (caserme ‘Salsa’ a Belluno e ‘XXII Marzo 1848’ ad Agordo ), i gruppi di artiglieria da montagna “Lanzo” (cas. ‘D’Angelo’), “Agordo” (Cas. ’Montegrappa’ a Bassano), il btg d’arresto Val Cismon (Cas. ‘Carlo Calbo’ a Santo Stefano di Cadore), il btg Logistico Cadore (caserme ‘Toìgo’ e ‘Piave’ a Belluno).

Nel 1963 la Brigata interviene coi suoi reparti in soccorso alle popolazioni di Longarone a seguito del tragico franamento del monte Toc nel bacino del Vajont. Concorre, nel 1977, all’opera di soccorso delle popolazioni friulane colpite dal sisma; analoghi interventi in occasione del terremoto in Irpinia (1980) e del tragico cedimento di un invaso minerario a Stava di Trento (1985). Nel 1991, in concomitanza con la Guerra del Golfo, svolge servizio di ordine pubblico in Puglia.

Nello stesso anno si prodiga nell’assistenza di alcune centinaia di profughi albanesi organizzando e gestendo strutture di accoglienza ed assistenza nella propria caserma di Strigno (TN); nel 1992 provvede alla prima assistenza e mette a disposizione di un cospicuo numero di rifugiati croati e bosniaci la caserma di Pieve di Cadore e nello stesso anni concorre alle operazioni di protezione pubblica per le popolazioni
dell’Alpago minacciate dalla frana di Lamosano; nei periodi dicembre ’92-gennaio ’93 e giugno-luglio ’93 opera in Sicilia nell’ambito della operazione “Vespri siciliani”.

Poi in Piemonte per l’alluvione del novembre ’94, in Calabria nella operazione “Riace” e in Sardegna nella operazione “Forza Paris”.

La Brigata è stata sciolta, con cerimonia solenne in Piazza dei Martiri a Belluno dove era nata, il 10 gennaio 1997.

7° Reggimento Alpini
Monumento 7 alpini Caserma Salsa d'Angelo
 

Si costituisce il 1° Agosto 1887 a Conegliano Veneto (TV). Dai primi del ‘900, si insedia a Belluno nella Caserma “T. Salsa” che rappresenterà la sua sede storica, inquadrando i battaglioni “Feltre”, “Pieve di Cadore” e “Belluno”.

Partecipa ai due conflitti mondiali e a diverse campagne in terra d’Africa. Interviene alle operazioni di soccorso dopo la tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963, insieme agli altri Reparti che compongono la Brigata “CADORE”. Sciolto l’11 novembre 1975, viene ricostituito nuovamente nella caserma Zannettelli di Feltre, il 22 agosto 1992, inquadrando il battaglione alpini Feltre.

Nel 2005 ritorna nella attuale sede di Belluno.

In tempi recenti il reggimento può vantare la partecipazione a molte missioni di pace nei Balcani (Bosnia e Kosovo), in Somalia, in Libano, in Iraq e, per ben quattro volte, in Afghanistan. Sul territorio nazionale ha preso parte a molte operazioni di controllo del territorio e numerosi sono stati gli interventi a sostegno della società civile in occasione di pubbliche calamità.

Con la sospensione del servizio di leva, dai primi anni 2000, il Reggimento è stato alimentato con Graduati in servizio permanente e Volontari in ferma prefissata. Attualmente è inquadrato nella Brigata Alpina “JULIA”.

Tra i riconoscimenti di cui è insignito, spiccano le Cittadinanze Onorarie ricevute dalle Città di Belluno, Vicenza, Conegliano, Montebelluna, Arsiero e Feltre e dai Comuni di Moriago della Battaglia, Pederobba, Longarone, Torri di Quartesolo, Dueville e Valdobbiadene.

Il 7° reggimento alpini ha avuto 4.556 Caduti nelle guerre combattute a cui si sono aggiunti 5 Alpini caduti nel corso della Missione svolta in Afghanistan nel 2010. Le ricompense individuali per atti di eroismo sono 35 medaglie d’oro, 428 medaglie d’argento e 719 medaglie di bronzo.

Il motto del Reggimento è: AD EXCELSA TENDO!

Piccole perle di storia e di ambiente

Una sintesi di storie e di ambienti vicini alla città di Belluno da leggere e sopratutto da vivere in occasione del Raduno Triveneto di giugno.

BELLUNO
Note Storiche Belluno
Le origini

Possibili origini celtiche sono riconoscibili nella radice *bel- con il significato di “brillante” e dunum“centro fortificato”, pertanto Belluno è la “Città splendente”.

Capoluogo dell’omonima provincia sorge a quota 389 m s.l.m.

Nel territorio comunale di 147,22 kmq. insistono una trentina di frazioni, ovvero borghi minori di insediamenti di pregevoli architettura rurale.

Al 31 gennaio 2023 gli abitanti erano 35.464 per una densità di 240,89 ab. kmq.

Un antico blasone (detto) popolare recita Bèl Belùn… secondo a nessun!, ovvero Bella Belluno, come nessun’altra città!

Le primissime popolazioni del luogo furono quelle pre-indoeuropee prima del 3000 a.C. e i Paleoveneti giunsero dalla pianura padana risalendo la valle del Piave.

I primi insediamenti umani individuati nel territorio di Belluno risalgono alla prima metà del I millennio a.C.

All’incirca in tale periodo (tra 80e 400 a.C.) il territorio bellunese subì l’invasione dei Galli e tracce celtiche si trovano nella toponomastica e nello stesso nome della città.

L’emigrazione del Bellunese
Emigrazione
Un flusso ininterotto 

Dal sec. XVI in poi si ripetettero flussi migratori interni alla Repubblica di Venezia dominante l’alta valle del Piave (1404-1797).

Stagionalmente artigiani valligiani di strada, per la stasi dei lavori agricoli, raggiungevano i territori della Serenissima e dell’Impero asburgico.

Tornavano a casa in tempo per semina e fienagione.

Caduta Venezia, varie calamità favorirono l’emigrazione di massa in Prussia (Germania), Austria e Russia per costruire grandi vie di comunicazione (v. Transiberiana) sino alla caduta di quegli Imperi ad inizio ‘900.

Dopo l’annessione al Regno d’Italia (1866), perdurando fame e miseria, si emigrò verso l’Europa centrale fronteggiando l’incremento demografico del 130% della popolazione (1820-1921).

Dagli anni ’70 del sec. XIX la “Grande Emigrazione”, sollecitata dal “sogno americano”, spinse migliaia di famiglie oltre oceano alla ricerca dell’“eldorado”.

Lo spopolamento della montagna veneta gravò molto dal 1861 al 1985: emigrarono infatti quasi 30 milioni di italiani con il Nord Est – Belluno in particolare – sempre ai vertici degli espatri.

Quali sono i “volti” più noti dell’emigrazione bellunese?

Il minatore. Arte praticata da secoli nel Bellunese. Fu facile trovare lavoro nelle miniere europee e degli Stati Uniti, così come nella cantieristica per costruire dighe, strade e ponti in ogni continente.

seggiolai (careghète). Soprattutto dall’Agordino operarono nella pianura padana sino ai Pirenei francesi oltre la metà del sec. XX.

Gli zattieri (zatér). Dalla Spagna al Caucaso i bellunesi per secoli trasportarono materiali sulle vie d’acqua.

Il gelatiere. Titolari e addetti sono attivi in tutta Europa, provenienti dalle Valli di Zoldo e Boite.

Le donne. Oltre a filandère e serve, le balie da latte, pure di pargoli illustri (ad es. Luchino Visconti e Rita Levi Montalcini).

Il lavoro minorile. Ciòde e ciodéti al servizio nelle case signorili e nelle aziende edili e agricole del vicino Trentino.

È una storia mai chiusa.

La nuova emigrazione vede i giovani sulla via dell’estero non trovando lavoro a casa propria,ma pure per aumentare il bagaglio professionale. Non più stipati in piroscafi e treni, ma in aereo. Non più con la valigia di cartone, ma con lauree e conoscenza di più lingue.

E la storia continua…

Bellezze Naturali, Artistiche e personaggi
Bellezze Naturali
Bellezze naturali

Tra le bellezze naturali si annoverano l’Alpe del Nevegàl , il Gruppo della Schiara, il biotopo della zona umida delle fontane di Nogarè e il canyon naturale del Bus del Busón (insediamento paleoveneto).

Bellezze artistiche

Tra le bellezze artistiche ricordiamo i Musei Civici con la Pinacoteca a Palazzo Fulcis e la sezione archeologica nel Palazzo dei Giuristi.

Opere di vari autori, da Paris Bordone e Palma il giovane ad Andrea Brustolon, si trovano nella Basilica di S. Martino, che sorge accanto al campanile di Filippo Juvara (sec. XVIII), e nelle chiese di S. Stefano (XV-XVI sec.) e S. Pietro (XIV sec. e ricostruita nel XVIII).

Da segnalare il palazzo dei Rettori (oggi Prefettura, XVI sec.), il Monte di Pietà (sec. XVI), il palazzo dei Vescovi (oggi Auditorium, sec. XII), il Teatro Comunale di Giuseppe Segusini (sec. XIX).

Da ricordare poi che, città turrita in epoca medievale, oggi rimangono in Belluno soltanto le vestigia del Torrione e quelle del Castello di città oltre alle porte Rugo (sec. XIII e successive trasformazioni) e Dojona (sec. XIII e successive trasformazioni), mentre porta Dante, già Porta Ussolo, fu restaurata nel 1865 e dedicata al Sommo Poeta.

Personaggi illustri

Nei secoli hanno dato lustro a Belluno: Pierio Valeriano, umanista e notaio pontificio; Sebastiano Ricci, caposcuola della pittura veneta del ‘700; Andrea Brustolon, scultore detto il “Michelangelo del legno” (sec. XVII-XVIII); papa Gregorio XVI, al secolo Bartolomeo Alberto Cappellari (sec. XIX); Tomaso Antonio Catullo, naturalista e rettore dell’Università di Padova (sec. XIX); Aristide Gabelli, pedagogista (sec. XIX); Giovanni De Min, pittore (sec. XIX); Ippolito Caffi, pittore (sec. XIX); Ugo Fasolo, scrittore e critico (sec. XX); Dino Buzzati, scrittore (sec. XX); Pierina Boranga, pedagoga (sec. XX); Rodolfo Sonego, soggettista e sceneggiatore cinematografico (sec. XX); Beniamino Dal Fabbro, critico e scrittore (sec. XX); Mario De Biasi, fotografo e reporter (sec. XX).

Per vicende familiari nel secolo XX vi nacque l’attore Marco Paolini, mentre vi trascorsero la loro infanzia gli scrittori Pier Paolo Pasolini e Giuliano Procacci.

Il Rifugio 7° Alpini al Pis Pilòl
Rifugio 7°
Un punto focale del territorio

Il Rifugio 7° Alpini sorge nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi fra due rami nativi del torrente Ardo e nell’anfiteatro delle imponenti pareti sud della Schiara.

Costruito con l’apporto determinante degli alpini del 7°, fu inaugurato nel 1951.

Il Rifugio 7° e la vicina capanna-bivacco “Severino Lussato” sono la base per gran parte delle principali ascensioni alpinistiche e delle traversate turistico-alpinistiche sul Gruppo dei monti Schiara, Pelf e Pale del Balcòn.

Il Rifugio è punto terminale dell’Alta via n. 1 delle Dolomiti, che in circa 150 km conduce dal lago di Braies a Belluno, nonché punto di ristoro per gli escursionisti che percorrono a piedi il tragitto da Monaco a Venezia.

Il Gruppo montano della Schiara
Schiara
La Sciara

Il Gruppo della Schiara, che prende il nome dalla vetta principale (2.565 m), è un massiccio montuoso a nord della città e deriva dal dialetto sciara = anello in base ad una leggenda popolare secondo la quale S.Martino, patrono di Belluno, vi legava il cavallo.

Sito all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi è noto ad alpinisti e rocciatori per la varietà di pareti dolomitiche ad alto grado di difficoltà, sentieri, vie e ferrate.

Tra queste ultime sono le ferrate “Piero Rossi” e “Luigi Zacchi” che partono in prossimità del portón, grotta naturale sita a poche decine di metri dal Rifugio 7° Alpini (1.502 m) per raggiungere il quale si percorre un sentiero con oltre 1.000 m di dislivello.

A quota 2.328 si giunge al bivacco “Ugo Dalla Bernardina” e poi si può raggiungere la “Gusèla del Vescovà” (2.366 m), un torrione di pietra di oltre 40 m da gusèla = ago per la sua caratteristica sembianza fusiforme.

La prima salita in artificiale della Gusèla fu del 1909 ad opera del tenente degli alpini Arturo Andreoletti (futuro fondatore dell’A.N.A.) con il tenente Carlo Sassi, il capitano Jacopo Cornaro e alcuni alpini della 64a Compagnia del Battaglione “Feltre”.

L’impresa fallì e fu ripetuta nel 1913 quando lo stesso Andreoletti, condotto dalla forte guida fassana Francesco Jori e con l’alpino Giuseppe Pasquali di Caviola, arrivò in cima.

Il versante settentrionale della Schiara, invece, è servito dal Rifugio “Furio Bianchet”, sito nella radura del Pian dei Gat (1.250 m) e ideale punto d’appoggio per escursioni ed ascensioni di ogni grado di difficoltà, alcune delle quali figurano tra le più spettacolari nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

L’Altopiano del Cansiglio
Cansiglio
Il bosco da reme

L’Altopiano del Cansiglio si estende a cavallo delle province di Belluno, Treviso e Pordenone ed il suo nome probabilmente deriva da “concilium”, terra consortile indivisa di boschi e pascoli, appartenente a più comunità.

Vari reperti testimoniano la presenza umana a oltre 10.000 anni fa quando l’Uomo di Cromagnon utilizzava l’altopiano a riserva di caccia, risalendovi dalla pianura durante la stagione estiva.

Gli insediamenti successivi (Paleoveneti, Romani, Barbari) vedono un avvicinamento al Cansiglio soprattutto da parte degli alpagoti.

Il primo documento risale al 923 d.C., allorché il re d’Italia Berengario assegnò quel feudo al Vescovo Conte di Belluno.

In epoca comunale passò alle “Regole della Comunità dell’Alpago”, indi nel sec. XVI alla Repubblica di Venezia e ricordato come “Bosco dei Dogi” o “Bosco da reme”.

Dopo i domini napoleonico e asburgico nel 1866 il Cansiglio passò sotto la gestione dell’Azienda di Stato italiana per le Foreste Demaniali.

Oggi lassù una presenza importante è quella di Veneto Agricoltura,  l’Agenzia che svolge attività di supporto alla Giunta Regionale  nell’ambito delle politiche per i settori agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca.

Essa opera a salvaguardia e tutela di biodiversità vegetali e animali autoctone d’interesse agrario, naturalistico e ittico e nella gestione del demanio forestale regionale.

Di proprietà di Veneto Agricoltura sono pure il Museo regionale dell’Uomo “Anna Vieceli” ed il Centro etnografico e di cultura cimbra che testimonia l’insediamento di questa popolazione proveniente  dall’Altopiano dei Sette Comuni.

Patrimonio Mondiale dell’Unesco
Territorio
Il Territorio

Il territorio di competenza della Sezione e dei suoi 44 Gruppi alpini, comprende 28 dei 61 Comuni della provincia di Belluno tra Zoldo, Longaronese, Alpago, Pontalpino, Val Belluna e Agordino. Queste valli sono solcate dal fiume Piave e dai suoi affluenti, i maggiori dei quali sono i torrenti Maè e Cordevole.

Il profilo orografico è segnato da importanti e famosi gruppi montuosi assai frequentati dagli alpinisti e dagli escursionisti e includono dal giugno 2009 parte dei nove sistemi delle Dolomiti divenuti Patrimonio Mondiale dell’Unesco: Bosconero, Pelmo, Civetta, Marmolada, Moiazza, Agnèr, Croda Granda, Monti del Sole, Pale di S. Lucano e di S. Sebastiano, Schiara, Monti dell’Alpago e Prealpi Bellunesi.

Tutte queste vette si specchiano nelle acque dei laghi di S. Croce, AlleghePontesèi in Val di Zoldo e Valle del Mis.

Per quanto riguarda le arterie di grande comunicazione va sottolineato che il territorio considerato è attraversato dal percorso terminale nord dell’autostrada A27 (uscita di Pian di Vedoia) e da parte delle due linee ferroviarie Padova-Calalzo e Conegliano-Ponte nelle Alpi.

Oltre al capoluogo Belluno, città di nascita dello scultore di origine zoldana Andrea Brustolon, dello scrittore e giornalista Dino Buzzati, dello sceneggiatore di origine alpagota Rodolfo Sonego e dei critici Ugo Fasolo e Beniamino Dal Fabbro, altri centri vantano illustri figli: Ponte nelle Alpi (Arrigo Boito musicista e librettista); Agordo (Tito Livio Burattini, inventore del metro, e Antonio Pertile, storico del diritto); Cencenighe Agordino (Giovan Battista Pellegrini (glottologo di fama mondiale; Canale d’Agordo (papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani) Falcade (Augusto Murer, scultore); Sospirolo (Girolamo Segato, egittologo e naturalista); Mel di Borgo Valbelluna (Luigi Cima, pittore).

La popolazione che vi vive, oltre al maggioritario ceppo veneto, vanta anche antiche origini sub ladine, ladine e cimbre, sparse nelle diverse vallate e orgogliose prosecutrici delle loro identità culturali caratterizzate da lingua, usi e costumi e da tradizioni ancor oggi praticate.

Il Tempio Ossario di Mussoi

L’Ossario in località Mussoi, alla periferia di Belluno, a poca distanza dalla caserma Salsa-D’Angelo e di fronte alla casa natale del papa Gregorio XVI, nel 1936-37 fu costruita una chiesa dedicata ai Caduti bellunesi della Grande Guerra e integrata nel convento dei Padri Cappuccini.

Il progetto fu redatto dall’architetto bellunese Alberto Novello Alpago.
Passato il tormentato periodo bellico il Tempio fu dedicato alla Immacolata Concezione di Maria Vergine e consacrato il 4 ottobre 1946 dal vescovo di Belluno e Feltre mons. Girolamo Bortignon.

Divenne poi parrocchia nel 1956 con la visita del Vicario generale della Diocesi di Feltre e Belluno mons. Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I.

Nel 1949 la facciata fu abbellita dall’affresco della Pietà e si provvide all’ampliamento del sottocoro. 

L’edificio presenta un grande portale d’accesso in bronzo su cui si leggono i nominativi dei 411 Caduti i cui resti sono tumulati in due cappelle laterali in loculi nominativi, chiusi con piccole lastre di marmo.

Nella cappella di sinistra si trova un altorilievo in bronzo a ricordo del sergente aviatore Arturo Dell’Oro, Medaglia d’Oro al Valor Militare, caduto sui cieli di Belluno il 1° settembre 1917, mentre in quella di destra una targa ricorda le gesta dell’avvocato Jacopo Tasso, patriota fucilato dagli Austriaci il 10 aprile 1949 a Treviso.

Le campane della chiesa sono state realizzate con il bronzo di cannoni recuperati sui campi di battaglia. Ogni sera i loro rintocchi ricordano i Caduti.

Il Sacrario di Pian di Salesei

In Comune di Livinallongo del Col di Lana-Fodóm ai piedi del monte dove nell’aprile 1916 scoppiò una gigantesca mina italiana nel tentativo di liberare la strada verso nord.

Costruito al posto di un già esistente cimitero militare del 1922, è opera dell’arch. Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni che crearono un manufatto originale rispetto agli altri Sacrari per accogliere le spoglie di tutti i soldati seppelliti nei piccoli camposanti dolomitici sul Col diLana e in Marmolada.

La costruzione consiste in una muratura aperta che ospita i loculi dei 685 caduti noti (tra cui 19 austro-ungarici). Su ogni loculo la scritta Presente accompagna generalità e ruolo militare ricoperto dal Caduto.

La muratura appare come una gigantesca croce individuabile solo dall’alto. Alla fine del percorso sorge una cappella, unica testimonianza del vecchio cimitero del 1922. Qui si trovano le formelle di una Via Crucis e la tomba che raccoglie le spoglie dei militari rimasti senza nome. 

Lungo il viale di accesso si notano 14 cippi che recano il nome di altrettanti campi di battaglia viciniori.

Il Sacrario è proprietà demaniale dello Stato e dipende dal  Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra.

È raggiungibile in auto (A27 Venezia-Belluno, uscita Pian di Vedoia, proseguimento sulla SS 51 per 75 km), in treno (stazione di Calalzo di Cadore, 70 km), in aereo (aeroporto Venezia, 200 km).

INFO: tel. 0423-544840 – cimagrappa@onorcaduti.difesa.it

Il Sacrario Rifugio delle Vittorie al Col Visentìn

Il Rifugio Budden al Col Visentìn, poi delle Vittorie, costruito nel 1900, fu distrutto dall’invasore austro-tedesco nel 1917. 

Fu ricostruito nel 1939/40 ad opera dei montagnini del col. Antonio Norcen, comandante del 5° Artiglieria Alpina, che volle dedicarlo alla memoria dei caduti del Reggimento nella Grande Guerra e in terra africana. 

Si aggiunsero poi i caduti in Albania, Montenegro e Russia durante la 2a guerra mondiale. 

Una prima inaugurazione avvenne nel 1941, quella ufficiale nel 1946 e una terza nel 1968 dopo l’incendio che lo distrusse nel 1964.

Nel sacello votivo c’è la bronzea effigie di Santa Barbara, copia di quella sparita dopo l’incendio del 1964 e donata da Donna Isi Protti, vedova del gen. Norcen, in occasione della reinaugurazione del 1968. 

L’effige è fusa nel bronzo di una batteria nemica catturata nella Grande Guerra e fu postanella saletta del Gruppo “Val Piave”. 

Ora è custodita dalla Sezione Alpini di Belluno per evitare che la statua “emigri per ignoti lidi” come lo fu per la precedente, scomparsa dopo l’incendio del 1964.

Nella sala grande c’erano gli stemmi in legno scolpiti dallo scultore Casagrande di Vittorio Veneto di tutti i comuni della Provincia di Belluno e di alcuni della Marca Trevigiana, in gran parte distrutti dall’incendio del 1964.

Gli stemmi furono rifatti nel 1968 dalle penne nere bellunesi.

C’era anche una credenza artisticamente lavorata a mano, una sorta di gioiello di famiglia. Tutto ciò è ora custodito nella sede A.N.A. in via Tissi 10 a Belluno.

Il Museo della Guerra Bianca in Marmolada

È situato a Punta Serauta sul massiccio della Marmolada, Regina delle Dolomiti. È il più alto d’Europa e si trova sui luoghi che furono teatro di battaglia della Grande Guerra. Fu realizzato nel 1990 da Mario Bartoli e Bruno Vascellari e loro collaboratori. Nel 2015 l’Associazione “Museo della Grande Guerra in Marmolada Onlus” e la Società “Marmolada s.r.l.”, in occasione del centenario della Grande Guerra, idearono e realizzarono un nuovo museo.

L’attuale struttura museale propone, grazie alle nuove tecnologie, un percorso interattivo multimediale e multisensoriale, che guida il visitatore a immedesimarsi nelle condizioni climatiche d’alta quota vissute dai soldati nel corso del primo conflitto mondiale.

Magnificamente esposti sono presenti una grande quantità di materiale, storico e documentaristico e di reperti risalenti a quegli anni.

All’esterno del museo, durante la stagione estiva, è possibile visitare le gallerie, camminamenti e postazioni seguendo una piccola ferrata. In una o due ore si potrà così scoprire la Marmolada a 360°. Il museo è visitabile tutti i giorni in estate e inverno ed è raggiungibile attraverso la funivia della Marmolada, scendendo alla seconda stazione.

L’ingresso al museo è compreso nel costo del ticket della funivia. Su richiestavengono organizzate delle visite guidate sino ad un massimo di dieci persone a gruppo.

INFO: Marmolada S.r.l. – via Malga Ciapèla 48 – 32023 Rocca Pietore (BL) tel. +39 334 6794461 –   visitmuseo@museomarmoladagrandeguerra.com

Museo storico del 7° Reggimento Alpini

Il museo ha la propria sede in un’ala di Villa De Manzoni, in località Patt a Sedico (da cui la vulgata “Villa Patt”), di proprietà della Provincia di Belluno. Esso trae origine dalle storiche collezioni del Museo–Sacrario del 7° Reggimento Alpini, di proprietà del Ministero della Difesa, ora esposte in un nuovo allestimento, realizzato appositamente e di grande effetto scenografico.

Le collezioni sono varie e comprendono numerose armi, gagliardetti storici, cimeli e documenti che raccontano la storia del reggimento dalla sua fondazione (1887) , attraverso tutti i conflitti , fino agli interventi di soccorso alle popolazioni civili e alle più recenti e attuali
missioni internazionali, anche se il periodo storico più ampiamente rappresentato è di certo quello corrispondente alla Grande Guerra.

All’interno del percorso espositivo si segnala la particolarità di alcuni reperti appartenenti alla categoria delle “prede belliche” quali ad esempio armi e paramenti dei Ras abissini, memoria delle guerre coloniali, e altri cimeli databili alla seconda guerra mondiale.

Recentemente il museo ha acquisito un lembo di terra afghana donata dal 7° Reggimento a memoria dei propri caduti ed un cimelio che ricorda il sacrificio dell’alpino Armando Piva nell’attentato di Cima Vallona del 25 giugno del 1967. 

Orari di apertura in occasione del Raduno Triveneto:
• venerdì 16 dalle 14:00 alle 18:00
• sabato 17 dalle 09:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 19:00.

Riferimento: Cristina Busatta
Provincia di Belluno – Servizio Cultura
Via S. Andrea, 5 – 32100 BELLUNO

tel: 0437 959273
email: c.busatta@provincia.belluno.

Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

 

Patrimonio Unesco

Istituito nel 1990 è incluso nel sito delle Dolomiti, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2009.

Queste le sue finalità:
• tutelare i valori naturalistici, storici, paesaggistici ed ambientali e conservare i valori bio-genetici della flora, della fauna e degli aspetti geomorfologici;
• migliorare le condizioni di vita degli abitanti interessati;
• promuovere ricerca scientifica e educazione ambientale tramite la divulgazione della cultura naturalistica;
• ripristinare le attività agro-silvo-pastorali.

Il Parco ha una superficie di 31.512 ettari, interamente compresa entro la provincia di Belluno, tra i fiumi Cismon ad ovest e Piave ad est, esteso a nord verso il bacino del torrente Maè e a sud nel basso Agordino.

Comprende i gruppi delle Alpi Feltrine (Vette di Feltre, Cimónega, Pizzocco, Bréndol, Agnelezze), Monti del Sole, Schiara, Talvéna, Prampèr e Piz di Mezzodì. 

Sono presenti aree carsiche d’alta quota, rupi e pendici detritiche, habitat ideale per numerose specie di alta montagna.

Il territorio, eccezion fatta per le succitate aree carsiche, si presenta ricco di risorse idriche: sorgenti, paludi e corsi d’acqua tra i quali: Cordevole, Mis, Caorame, Stién (affluente del Caorame), Falcìna (affluente del Mis), Ardo, Vescovà, Prampèra (affluente del Maè) che concorrono alla ricchezza biologica del Parco. Alcuni scorrono in forre profonde e tutti sono soggetti a variazioni. 

La flora del Parco è composta da rododendri, cardi, stelle alpine e altre piante montane, boschi di latifoglie e di conifere.

La fauna comprende, tra gli altri, marmotte, ermellini, martore, scoiattoli, caprioli, cervi, camosci, mufloni, stambecchi, cinghiali, lupi e linci; chirotteri (ad es. pipistrelli); uccelli (picchio, astore, civetta, allocco, gufo, gallo cedrone, fagiano, pernice); rettili e anfibi (tritone, salamandra, rospo, rana, vipera ecc.).

INFO: Piazzale Zancanaro, 1 – 32032 Feltre (BL) – tel 0439/3328 – mail: info@dolomitipark.it

Vajont, per non dimenticare …

9 Ottobre 1963 – 9 ottobre 2023

 

Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 si consuma al Vajont la più grande tragedia nella storia delle Alpi: l’enorme frana, già da tempo in movimento, si stacca con uno schianto pauroso dal fianco del monte Toc, piombando in un unico blocco nelle profonde acque del bacino artificiale.
La velocità elevatissima di caduta, fa sì che la montagna, dopo aver toccato il fondovalle, prosegua la sua corsa risalendo per 140 metri oltre la quota della diga sul versante opposto sino a lambire le prime abitazioni di Casso. 50 milioni di mc d’acqua schizzano fuori dall’invaso: una parte si dirige verso Erto, il paese si salva grazie ad uno sperone di roccia che lo protegge, ma l’onda si porta via tutte le frazioni del piccolo Comune costruite sulle sponde del lago; la parte maggiore dell’onda, dopo aver scavalcato la diga, si incunea nella stretta forra del Vajont acquistando velocità e potenza inaudite e piombando come un maglio sulla sottostante valle del Piave: in pochi minuti i ridenti paesi di Longarone, Pirago, Rivalta, Vajont, Faè, Villanova, La Punta e parte di Codissago con le relative infrastrutture vengono annientati.
L’alba del 10 ottobre sorge su una spianata livida di sterminio, su una necropoli di macerie e di melma, dove tutto è morte e desolazione: travolti dalla furia delle acque, 1910 esseri umani, denudati e subito rivestiti di solo fango, ricoperti di detriti o trasportati anche a decine di chilometri di distanza, vengono in pochi minuti derubati della vita, della dignità della morte e, per molti di loro, anche di una cristiana sepoltura poiché i loro corpi non saranno mai ritrovati. La maggior parte di queste innocenti vittime riposa nel Cimitero Monumentale Vittime del Vajont a Fortogna.
La macchina dei soccorsi si mette in moto nella notte stessa, organizzata ed efficace: migliaia di militari delle varie Armi sia nazionali che di altri Stati, raggiungono in breve tempo il luogo dell’immane catastrofe dove ogni forma di vita e di attività umana è scomparsa, portando una grandissima testimonianza di amore, di solidarietà e di professionalità.
Per giorni e giorni, interi reparti di alpini, in gran parte giovani in servizio di leva, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco si prodigano nell’opera di soccorso più difficile e dolorosa: la ricerca delle quasi duemila salme disperse dentro e fuori l’area devastata.
Inizia così, per molti alpini, il servizio di leva …
Servizio ed esperienza che non dimenticheranno mai …

I luoghi della memoria del Vajont

I luoghi della tragedia, simboli di quell’immane evento ed i luoghi che nel tempo hanno permesso il perpetuarsi della Memoria attraverso immagini, reperti e ricordi, sono oggi i tasselli di un unico ed articolato itinerario che costituisce un percorso nello spazio e nel tempo utile a conoscere, capire ed imparare; la Memoria non è una cortina stesa sulle vicende del passato che ne richiama il ricordo, è piuttosto, in questo caso, la necessità di riportare alle coscienze gli insegnamenti che scaturiscono da una tragedia nazionale causata dall’inettitudine e dall’irresponsabilità dell’uomo.

Museo Longarone Vajont
Attimi di Storia

Il Museo è locato dal maggio 2009, al piano primo del Centro Culturale di Longarone, in Piazza Gonzaga, n 1. Si sviluppa seguendo la cronologia degli eventi; attraverso foto, reperti e totem multimediali, si ripercorre l’excursus storico dell’evento Vajont con immagini della Longarone dagli inizi del ‘900, la progettazione e realizzazione della Diga del Vajont, il disastro ed i soccorsi e la ricostruzione della attuale cittadina. È aperto al pubblico dal martedì a domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 (orario estivo).

LA DIGA DEL VAJONT

Situata nella forra del Vajont, a 7 km dall’abitato di Longarone in direzione Erto, la diga rimane l’emblema della tragedia. Eretta alla fine degli anni ’50, ha resistito alla forza dirompente dell’onda del 9 ottobre 1963. Il coronamento della diga è percorribile solo con visita guidata. (informazioni: info@prolocolongarone.it).

Cimitero Monumentale delle Vittime del Vajont

Situato a Fortogna, 5 km a sud di Longarone, fu realizzato all’indomani della Tragedia per accogliere le spoglie delle Vittime. Recentemente ristrutturato ed ampliato, è stato designato Monumento Nazionale nel 2003. La parte esterna del Camposanto -che accoglie 1910 cippi marmorei a testimonianza di ogni vittima- è sempre accessibile dagli ingressi laterali; il Portale informativo, che contiene una mostra fotografica e di reperti, è aperto su prenotazione con visita guidata. (informazioni: info@prolocolongarone.it).

Chiesa Monumentale di Longarone

Si trova in Piazza Jacopo Tasso, in centro a Longarone. Costruita dopo il Disastro, sui resti del precedente edificio religioso e su progetto dell’Arch. Giovanni Michelucci, è dedicata alle Vittime del Vajont.

Per informazioni sulle visite guidate e sull’accessibilità ai Luoghi della Memoria del Vajont:

ASSOCIAZIONE PRO LOCO
UFFICIO TURISTICO DI LONGARONE – MUSEO – LONGARONE VAJONT, ATTIMI DI STORIA.

Piazza Gonzaga, n. 1  – 32013 LONGARONE (BL)
Tel. 0437 770119 – Fax. 0437 576334
www.prolocolongarone.it
info@prolocolongarone.it

L’Alpe del Nevegàl
Il toponimo

E’ considerata la montagna dei cittadini del capoluogo. 

Tutta incastonata nel territorio comunale, sorge ai piedi delle Prealpi ed è posta a sud della città. 

Secondo fonti popolari il toponimo potrebbe derivare dalla posizione rispetto a Belluno: mostra il suo versante innevato (neve) e da lì spunta l’alba e inizia la giornata (gallo).

Orografia 

L’Altopiano si aggira sui 1000 m s.l.m., mentre ad est e a sud è delimitato dai monti Pascolét e Faverghèra e dai Colli Toront e Visentin, tra i 1278 ed i 1763 m s.l.m. 

Lo sguardo spazia sulla Valbelluna e le prime vette dolomitiche (Vette Feltrine, Monti del Sole, Schiara), si scorgono i massicci di Pelmo, Civetta e Marmolada e ad est le Prealpi dell’Alpago e del Cansiglio.

Sport Invernali

Nota stazione invernale, il primo impianto di risalita fu aperto tra l’Altopiano e il Faverghèra nel 1955, ma il turismo sciistico vi si era radicato già da tempo grazie al Rifugio Bristot.

Negli anni ‘70 in Nevegàl c’erano ben 20 piste di discesa e 15 impianti di risalita, di cui 2 seggiovie e 13 sciovie. Nel 1985 vi si ospitò una  Universiade invernale.

Il Giardino Botanico

Suo fiore all’occhiello è il Giardino Botanico delle Alpi Orientali di circa 6,25 ettari entro la riserva naturale Monte Faverghèra tra i 1400 ed i 1600 m s.l.m.

Sito ricco di specie vegetali provenienti da tutto il mondo è assai conosciuto tra gli appassionati naturalisti.

Come arrivare

Il Nevegàl è raggiungibile principalmente attraverso la SP 31 che, partendo da Belluno, passa per la frazione di Castion, raggiunge l’Altopiano e ridiscende verso Ponte nelle Alpi collegandosi all’uscita dell’autostrada A27 a Pian di Vedoia.

Maria Immacolata Nostra
Signora Di Lourdes
Il Santuario
Un edificio recente

Sorto per desiderio e impegno del Vescovo di Belluno – Feltre, Mons.
Maffeo Ducoli, e progettato dall’arch. Eugenio Abruzzini, il Santuario fu consacrato neI 1995.

E un’ampia struttura, dotata di servizi e parcheggi, costituita da un grande portico, il campanile, la cappella del Santissimo e della Riconciliazione, la sala per gli incontri, la biblioteca, la grotta dell’Immacolata, le cappelle del S. Rosario, e la via Crucis.

Posto a mille metri, sulla splendida terrazza del Nevegàl, il Santuario è un’oasi di pace che richiama ed accoglie visitatori e pellegrini durante tutto l’arco dell’anno. 

La statua della Vergine ed il graffito

Nella grotta primeggia la statua in marmo della Vergine che è stata benedetta da Papa Giovanni Paolo II nel 1992.

Di pregio le varie opere presenti di artisti contemporanei fra le quali il graffito nell’abside dello scultore Franco Fiabane, un cotto veneto del prof. Renato Varese e venti mosaici realizzati dalla Scuola di Spilimbergo.

Il saluto delle principali figure istituzionali
Presidente
Nazionale A.N.A.
Sebastiano Favero

Il raduno del Terzo Raggruppamento è sempre un’occasione fantastica per apprezzare appieno che cosa significhi il rapporto di un territorio con le “sue” penne nere.
Credo che in nessuna altra parte del Paese sia possibile cogliere con tale forza i sentimenti che legano gli alpini alla gente: non c’è famiglia, non c’è comunità che non abbia a che fare, per parentela o vicinanza di azione, con la nostra bellissima Associazione.
Lo si vede anche nei numeri, sia delle penne nere che a migliaia e migliaia danno vita agli eventi preparatori del raduno e alla sfilata conclusiva, sia, soprattutto, delle persone che in quegli eventi e lungo i percorsi si assiepano e delle autorità territoriali che ci manifestano sempre la loro vicinanza.
È un rapporto quasi atavico, questo, che viene da molto lontano: dalle tracce di dolore, sacrificio ed eroismo della Grande Guerra, che in queste terre ha avuto il fulcro del suo sanguinoso sviluppo, ma anche da quelle della solidarietà e della capacità di operare, che si sono estrinsecate al massimo livello in occasione del terremoto del 1976, ma che, attraverso anche l’opera diuturna e costante della nostra Protezione Civile continuano e si confermano.
Sono certo che la Sezione di Belluno, con la sua bella storia ormai ultracentenaria, saprà onorare al meglio l’impegno assunto per questa importante occasione, seconda per rilevanza e dimensioni solo all’Adunata nazionale: del resto l’esperienza fatta poco più di un decennio fa è lì a testimoniare che, dalle parti degli alpini della Cadore e nella terra del 7° Reggimento, l’alpinità è qualcosa di più di un sigillo di garanzia.
Per questo, nella fiduciosa attesa di incontrarci ancora a Belluno, non mi resta che augurare a tutti buon lavoro e buon raduno.
E, come sempre, viva l’Italia e viva gli alpini!

 

Presidente della
Sezione di Belluno
Lino De Pra

Carissimi Alpini, Artiglieri da montagna, Genieri e Trasmettitori Alpini,
giunga a Voi tutti il più cordiale saluto, mio personale e di tutta la Sezione Alpini di Belluno 1921-2021.
A Voi il nostro più cordiale benvenuto nella Città di Belluno in occasione del Raduno del 3° Raggruppamento “Triveneto” che si svolgerà dal 16 al 18 giugno 2023.
È un appuntamento molto atteso da tutta la Sezione Alpini di Belluno, era stato proposto per celebrare il Centenario della Sezione nel 2021, ma poi tutto si è protratto ed ora siamo qui, ancora più entusiasti di poterVi ospitare e presentarVi un programma che possa, in ognuno di Voi, suscitare delle emozioni e suscitare dei ricordi.
In quest’anno 2023 ricorre il 60° anniversario del disastro del Vajont: non potevamo restare indifferenti in quello che è stato l’impegno, il sacrificio e lo stato d’animo vissuto dai soccorritori Alpini, sia di leva che in congedo, nei tanti giorni seguiti al 9 ottobre 1963.
Abbiamo voluto far conoscere alle generazioni più giovani, e rinnovare in coloro i quali hanno ricordi di quei giorni, quella che è stata una grande prova di coraggio nell’affrontare le situazioni difficili e che poi è diventato un modo di essere, una forma di impegno verso coloro che si trovano in grave disagio ed in emergenza.
Nelle tre giornate ci saranno momenti di festa, di condivisione e di memorie, grazie ad occasioni che dimostreranno ancora una volta che essere Alpini ci rende speciali, che lo stare assieme e rinnovare i nostri ricordi, portare avanti il nostro impegno quotidiano nel sociale ci gratifica e ci fa stare bene.
Sono questi gli obiettivi sui quali abbiamo iniziato ad organizzare questo che per la Sezione di elluno è il secondo Raduno di Raggruppamento celebrato nella nostra Città decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Per noi sarà la nostra piccola Adunata Nazionale, dati gli spazi che la Città può offrire, ma pur di garantire una adeguata ospitalità abbiamo cercato di ampliare le aree disponibili, portando sul Colle del Nevegàl alcune cerimonie del sabato mattina e favorendo poi l’arrivo dei numerosi cori alpini nelle località limitrofe, perché per tutti sia una grande festa nel segno della vera e cordiale Alpinità.
Mi auguro, e lo spera tutta la Sezione di Belluno, che possiate vivere e condividere dei giorni particolarmente intensi, in particolare per chi ha fatto il servizio militare nelle caserme del Bellunese sarà un ritorno a casa e un rinnovarsi di tanti ricordi.
I giovani non hanno più questa opportunità e scelta di vita, ma attraverso il nostro comportamento esemplare potranno avvicinarsi ai nostri Gruppi e condividere i valori alpini che hanno reso unica ed apprezzata la nostra Associazione.
Nell’attesa di ritrovarci numerosi, a Voi tutti il mio caloroso saluto ed un abbraccio alpino.

 

Presidente della
Regione Veneto
Luca Zaia

Ringrazio, innanzitutto, la Sezione Alpini di Belluno per l’impegno profuso nell’organizzazione del Raduno del 3° Raggruppamento Alpini Triveneto in una città che da anni si colloca statisticamente ai primi posti a livello nazionale per qualità della vita, oltre che per bellezza paesaggistica, essendo nel cuore delle Dolomiti, patrimonio dell’Umanità Unesco.
In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, purtroppo anche in aree non così lontane dalle nostre, si leva ancora più forte l’esempio degli Alpini e il loro messaggio di pace e di libertà, di solidarietà e di fratellanza.
Gli Alpini sono, infatti, costantemente disponibili nell’aiuto alle comunità, i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene in occasione di grandi emergenze, come la tragedia del Vajont e la più recente tempesta Vaia, ma non solo. Sono persone coraggiose animate da spirito di collaborazione, da senso civico, da determinazione, capaci di sacrificio e sempre presenti dove è richiesto il loro sostegno.
Come dico sempre se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Sono fonte inestimabile di profondi valori come il rispetto delle regole, l’amicizia, la disciplina ma anche una passione per ciò che rappresenta la Penna Nera.
Sono, inoltre, un patrimonio prezioso per la nostra Regione, i custodi della nostra identità e della nostra memoria storica.
Il Raduno, oltre a essere un momento di convivialità, rappresenta anche un’occasione per le giovani generazioni di conoscere e riflettere sul nostro recente passato.
Concludo nel porgere il saluto della Regione del Veneto e mio personale agli amici Alpini, alle loro famiglie e ai presenti.
Buona festa a tutti!

 

Sindaco di Belluno
Oscar De Pellegrin

Cari alpini, grazie. Grazie per onorare Belluno con il grande Raduno del 3° Raggruppamento Alpini “Triveneto”: per la nostra comunità la vostra presenza è importante. E non lo è solo per il clima gioioso, di festa, che la tre giorni porterà con sé, né per la moltitudine di gente attesa. Lo è, prima di tutto, per i valori che voi rappresentate.
Voi, alpini, rappresentate l’essenza della nostra Nazione: la forza, la determinazione, la solidarietà, la fiducia reciproca. Siete i custodi della
montagna, della natura e della libertà, incarnate la storia e la cultura delle nostre terre, i valori della nostra gente e quello che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni.
Voi siete l’esempio di come va vissuta la vita: con coraggio, con spirito di sacrificio, con umiltà, con altruismo, con passione e vero senso di comunità. Con semplicità. L’Alpino è un uomo che ha scelto di servire la sua Patria, senza chiedere nulla in cambio. È un uomo che ha deciso di mettere al centro della sua vita i valori della solidarietà, dell’abnegazione e dell’amore per il prossimo. La storia degli alpini è la storia del nostro Paese, una storia fatta di sacrifici e di vittorie, di dolore e di speranza, di obiettivi raggiunti insieme e di valori. Quei valori che stanno alla base delle nostre comunità e che vogliamo trasmettere ai nostri ragazzi.
Gli alpini ci insegnano che non c’è nessuna sfida che non possiamo affrontare insieme, che non c’è nessuna montagna che non possiamo scalare, se siamo uniti e determinati.
Voi, sempre pronti ad aiutare il prossimo e ad intervenire tempestivamente in occasione di emergenze, portando supporto umano e competenze, ci dimostrate che la vera ricchezza della vita non sta nel possesso di beni materiali, ma nella condivisione dei valori che ci fanno sentire parte di una comunità.
Per questo il Raduno di giugno sarà per tutti noi importante. In un momento in cui le nostre comunità e gli enti locali sono chiamati a fronteggiare molte sfide, la vostra presenza sarà un segno di speranza e di fiducia nel futuro, sarà l’esempio concreto di un popolo che non si arrende e non perde mai la sua umanità.

 

Presidente della
Provincia di Belluno
Roberto Padrin

Se c’è un copricapo militare famoso, noto, conosciuto e apprezzato universalmente, è quello con la penna nera. Segno di riconoscimento
glorioso degli Alpini. Ma non è per quella penna o per la foggia del feltro che è famoso. Lo è per la straordinaria storia di chi lo porta. Per l’impegno e l’abnegazione che gli Alpini hanno sempre profuso, prima come corpo militare, oggi come ineguagliabile esempio di volontariato a servizio delle comunità locali. Dove c’è bisogno – che sia il luogo di un cataclisma, una città distrutta dal terremoto, un evento sociale e culturale, o una sagra – loro ci sono. E dove ci sono gli Alpini, tutto funziona a meraviglia.
È quindi con grande piacere – e insieme un onore – che saluto il Raduno del 3° Raggruppamento Alpini “Triveneto”, che per tre giorni si terrà a Belluno.
Da sempre terra di Alpini, la nostra Provincia ha ospitato generazioni di soldati di leva che qui venivano a formarsi nelle caserme che oggi sono chiuse, ma da cui continuano a spirare storia, tradizione e grande senso civico. E sempre accoglierà con un sentito ringraziamento gli Alpini, per il loro impegno, per il loro servizio e per l’esempio che offrono alle nuove generazioni.
Benvenute tra le Dolomiti, penne nere!

Programma del Raduno Triveneto Alpini a Belluno – Giugno 2023
Programma definitivo


Visiona sotto il Programma del Raduno con link interattivi:  

SABATO 10 GIUGNO

Belluno
Ore 16,00     Palazzo Bembo
Inaugurazione Mostra “Il Vajont – l’onda di solidarietà”

VENERDI’ 16 GIUGNO

Sedico
ore 14.00     Villa Patt
Apertura Museo 7° Rgt Alpini

Belluno
ore 17.00     Parco Città di Bologna
Inaugurazione cittadella della Protezione Civile A.N.A.

ore  21.00    Teatro Comunale
Spettacolo teatrale “Il Corpo e l’Anima”        

SABATO 17 GIUGNO

Belluno – Alpe del Nevegal
ore 9.30       Piazzale
Ritrovo radunisti

ore 10.00     Piazzale
Alzabandiera e, a seguire, corteo verso il Santuario

Ore 10,30     Santuario Vergine di Lourdes
Messa in onore dei Caduti celebrata dal Vescovo di Belluno-Feltre Mons. Marangoni

al termine    rientro a Belluno e pranzo nei ristori alpini e ristoranti della città

SABATO 17 GIUGNO

Belluno
ore 10.00       Caserma Salsa-D’Angelo
Visita della caserma con esposizione di mezzi e materiali in dotazione alle Truppe Alpine (chiusura alle 17,00)

Ore 15.00       Caserma Salsa-D’Angelo
Onori ai Caduti presso il monumento del 7° rgt alpini

a seguire:        inizio sfilamento per Piazza dei Martiri

ore 16,30        Piazza dei Martiri
Alzabandiera

ore 17,00        Piazza Duomo
Carosello della Fanfara Brigata Alpina Cadore

Ore 18,00       Teatro Comunale
Concerto dei Cori della Brigata Alpina Cadore e Brigata Alpina Julia  con apertura del Coro ANA Adunata

ore 21.00       Spes Arena
Concerto della Fanfara della Brigata Alpina Cadore 

Nel pomeriggio e in serata concerti di cori e fanfare nei Comuni limitrofi.

DOMENICA 18 GIUGNO

Belluno
ore 8.30            Cavarzano
Ammassamento radunisti nelle vie del quartiere

ore 10.15          Piazzale Vittime di Via Fani
Resa onori alla massima autorità, ai Gonfaloni ed al Labaro Nazionale dell’A.N.A.

a seguire           inizio sfilamento in direzione Ponte degli Alpini

ore 11,00          Piazza dei Martiri
Sfilamento dei Radunisti e, al termine, passaggio della “Stecca” tra la Sezione Alpini di Belluno e la Sezione Alpini di Venezia          

Programma in PDF 

Programma e piantina

INFORMAZIONI

Sezione Ana di Belluno – via Jacopo Tasso 20 – 32100 BELLUNO
Tel. 0437 27645 fax 0437 956256 email belluno@ana.it sito web www.belluno.ana.it

NOTIZIE UTILI
CASERMA “Giuseppe Fantuzzi”Venerdì sera, sabato (pranzo e cena) in funzione posto di ristoro per consumazione rancio 
Domenica 19 il rancio sarà servito dalle 11.30 in poi
Per tutta la durata della manifestazione saranno attivi chioschi Ana ininterrottamente
CASERMA “Salsa-D’Angelo”Sarà aperta al pubblico anche domenica 19 con orario 10-12 e 14-16
MUSEO 7° Villa Patt – SedicoInfo, orari e prenotazioni visite al n. tel. 335 5201167

TRASMISSIONI TELEVISIVE
su “RETE VENETA”

Sabato 18 dalle 21 alle 23 da piazza Martiri andrà in onda “Focus” con dirigenti Ana e autorità
Domenica 19 l’intera sfilata sarà trasmessa in telecronaca diretta da piazza Martiri
  
Guida rapida degli eventi a corollario del Raduno Triveneto di Belluno

Oltre alle tradizionali manifestazioni del Raduno Alpini del Triveneto per l’anno 2023, sono disponibili ulteriori occasioni di incontro facenti parte del fil-rouge che accompagnerà il periodo di giugno.

In particolare ricordiamo:

La Mostra Fotografica dei soccorsi del Vajont
“L’onda di solidarietà”
PALAZZO BEMBO – 10 /19 GIUGNO 

Esposizione Mezzi e Materiali
“Protezione Civile  – Unità del Triveneto”
PARCO CITTA’ DI BOLOGNA – 16/17 GIUGNO

La Rappresentazione Teatrale
“Il corpo e l’anima”
TEATRO COMUNALE DI BELLUNO – VENERDÌ 16 GIUGNO ORE 21.00

Esposizione Mezzi e Materiali
“Dotazioni delle Truppe Alpine”
CASERMA “SALSA – D’ANGELO” – SABATO 17 GIUGNO ORE 10,00-17,00

Il Concerto Corale
“Brigata Alpina Cadore e Brigata Alpina Julia”
TEATRO COMUNALE DI BELLUNO – SABATO 17 GIUGNO ORE 18.00

Cori & Fanfare sul territorio
“Voci e Suoni dal Triveneto”
Longarone, Trichiana, Puos d’Alpago, Sedico, Cavarzano, Castion
SABATO 17 GIUGNO orari diversi (vedi locandina)

Il Concerto Fanfara
“Fanfara Brigata Alpina Cadore congedati”
SPES ARENA – SABATO 17 GIUGNO ORE 21.00

Ingresso gratuito per i concerti e rappresentazioni al Teatro Comunale e allo Spes Arena con biglietti omaggio che saranno distribuiti nel corso del Raduno presso gli stand promozionali

In questa cartina sono riportati i principali luoghi che saranno interessati dagli eventi programmati per il Raduno Triveneto 2023.

Notizie importanti per la viabilità

Piantina sintetica con indicati i principali riferimenti utili per il Raduno Triveneto 2023.

Articolo del Corriere delle Alpi sulla Viabilità Modificata

Modifica viabilità cittadina 
Dalle ore 6 di lunedì 12 giugno, alle ore 18 di martedì 20 giugno

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli in tutta la piazza Piloni (negli stalli di sosta regolamentati a parcometro, nell’area di sosta riservata ai ciclomotori/motoveicoli, negli stalli riservati ai veicoli al servizio delle persone invalide e nelle aree di sosta riservate ai veicoli per le operazioni di carico e scarico merci), per consentire l’installazione delle strutture a servizio dell’evento;

• la circolazione veicolare in piazza Piloni sarà garantita mediante la creazione di una corsia di marcia a senso unico con direzione dall’intersezione con via Tasso verso l’intersezione con via Zuppani, per consentire l’accesso dei veicoli alle vie limitrofe;

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli su tutti gli stalli di sosta in via D’Incà compresi tra l’intersezione con piazza Piloni ed il cantiere dell’agenzia entrate.

 
 
 
 
Sabato 17 giugno

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli in piazza dei Martiri, nell’area antistante e opposta ai civici 27/a, 27/b, 27/c, 27/d, 27/e e 27/f, (area riservata ai ciclomotori, area riservata ai veicoli al servizio di persone invalide, area di sosta regolamentata a parcometro, area riservata ai veicoli per le operazioni di carico e scarico merci nonché la fermata dei bus di linea urbana), dalle ore 14.00 del 17 giugno alle ore 13.00 del 18 e comunque fino al termine della manifestazione, per consentire la cerimonia dell’alzabandiera e l’esibizione della fanfara della Brigata Cadore;

• sospensione temporanea della circolazione veicolare durante il trasferimento del corteo dalla caserma Salsa a piazza dei Martiri, lungo il seguente itinerario: via Col di Lana – viale Fantuzzi – via Segato – piazzale Cesare Battisti – via Loreto – via Matteotti – piazza dei Martiri;

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli e del divieto di circolazione veicolare in piazza Duomo, dalle ore 13.30 alle ore 18.30 del 17 giugno, per consentire il carosello della fanfara della Brigata Cadore;

• spostamento degli operatori del consueto mercato settimanale che abitualmente occupano piazza Piloni, nelle vie e piazze del centro;

• divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli su tutta piazza dei Martiri (compresa la traversa sud), via Loretovia Matteotti e piazza Vittorio Emanuele II dalle ore 6 alle ore 13.30;

• divieto di transito in via Garibaldi, a eccezione dei veicoli dei residenti autorizzati per i quali viene istituito il doppio senso di circolazione in modo da rendere possibile accedere e lasciare le proprie abitazioni, dalle ore 6 alle ore 13.30;

• divieto di circolazione in via Loretovia Matteottipiazza dei Martiri e piazza Vittorio Emanuele II durante lo svolgimento del mercato dalle ore 6 alle ore 13.30;

• obbligo per tutti gli operatori di liberare tutte le aree interessate dal mercato entro le ore 13.30 di sabato 17 giugno;

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli nel piazzale Associazione Bellunesi Volontari del Sanguenell’area di parcheggio a Nord non regolamentato (libero) – parte inferiore, dalle ore 13 di sabato 17 giugno fino alle ore 14 di domenica 18 giugno, per consentire il posizionamento dei veicoli dell’organizzazione;

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli in piazzale del Nevegàl su tutti gli stalli di sosta compresi tra il “Bar Slalom” e il Monumento agli Autieri, dalle ore 8.30 di sabato 17 giugno fino al termine della cerimonia;

• divieto di circolazione veicolare in piazzale del Nevegàl nei due tratti di strada compresi tra il “Bar Slalom” e il Monumento agli Autieri, dalle ore 9 di sabato 17 giugno fino al termine della cerimonia;

• interruzione momentanea della circolazione veicolare nel tratto di strada compreso tra il Monumento agli Autieri in piazzale del Nevegàl fino al Santuario in via Nevegàl, durante lo svolgimento del corteo;

• chiusura con istituzione del divieto di circolazione veicolare in piazza Piloni, dalle ore 8 di sabato 17 giugno alle ore 15 di domenica 18 giugno e comunque fino al termine della manifestazione;

• divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli su tutta la traversa sud di piazza dei Martiri dalle ore 19.00 di sabato 17 giugno alle ore 13 di domenica 18 giugno e comunque fino al termine della manifestazione, per consentire la sosta dei veicoli delle autorità che parteciperanno alla cerimonia.

Domenica 18 giugno

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli nelle seguenti vie e piazze: Navasa, Cesa, Schiocchet, Strasburgo, Rudio, Cima, Dalmazia, Castellani, Dolabella (da via Trois a via Tilman), Trois, Tilmann, Frigimelica, Pellegrini (Trois – Tilman), Giovanni Paolo I°, piazza Monte Schiara, piazza Vittime di Via Fani, Doglioni, Medaglie d’Oro, Ponte degli Alpini, rotatoria della Cerva, Fantuzzi, Segato, piazzale Cesare Battisti, Loreto, Matteotti, piazza dei Martiri, piazza Vittorio Emanuele II°, Roma, piazza Santo Stefano e via Simon da Cusighe, dalle ore 6 alle ore 13 e comunque fino al termine della manifestazione, per consentire l’ammassamento, la sfilata e lo scioglimento;

• istituzione del divieto di circolazione, sempre nelle sopraindicate vie e piazze, dalle ore 9 alle ore 13 e comunque fino al termine della manifestazione;

• istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli in piazzale Vittime delle Foibe, dalle ore 6 alle ore 13 e comunque fino al termine della manifestazione, per consentire il posizionamento degli autobus a servizio dei partecipanti alla sfilata;

• istituzione del divieto di circolazione veicolare in via Gabelli e via Tissi dalle ore 9 alle ore 13 di domenica 18 giugno e comunque fino al termine della cerimonia, per consentire lo svolgimento in sicurezza della sfilata.

Dalle suindicate limitazioni e divieti, sono esclusi i mezzi di emergenza, soccorso e polizia.

Deviazioni veicolari

• provenienti da via Tiziano Vecellio e diretti verso via Medaglie d’Oro, deviazione per via Vittorio Veneto – Ponte Nuovo;
• provenienti da via Col di Lana e diretti verso il centro città e/o Ponte nelle Alpi, deviazione per via Internati e Deportati;
• provenienti da via De Min e diretti verso Ponte nelle Alpi e/o Agordo, deviazione per via Internati e Deportati;
• provenienti da viale Europa e diretti verso il centro città, deviazione alla rotatoria dell’ospedale civile;
• provenienti da Ponte Nuovo e diretti verso il centro città, deviazione per via San Biagio;
• provenienti da via San Biagio e diretti verso via Gabelli, deviazione per Ponte Nuovo;
• provenienti da via Feltre e diretti verso il centro città, deviazione per via Dino Buzzati;
• provenienti da via Dino Buzzati e diretti verso il centro città, deviazione per via Feltre;
• provenienti da piazza Duomo e diretti verso piazza dei Martiri, deviazione per via Sant’Andrea.

 
Chiusura Tronco Strada Statale n.50

In particolare nella giornata di domenica 18 giugno, verrà chiuso al traffico il tratto Rotatoria della Cerva, Ponte degli Alpini, Via Medaglie d’Oro e sino a Rotatoria di Baldenich, fino al termine della sfilata.

Sono esclusi solamente gli autobus/pullman destinati allo scarico in Via Medaglie d’Oro del personale partecipante al raduno.

Il divieto di transito per autobus e/pullman inizia alle ore 10,00 così da permettere il deflusso dei partecipanti alla sfilata che parte da Via Giovanni Paolo I.

Divieto di sosta in Zona Ammassamento a Cavarzano

Nella giornata di domenica 18 giugno vige il divieto di sosta in tutta l’area compresa fra Via Alpago, Via Cavarzano, Via Tilman, Via Strasburgo.

In particolare il divieto di sosta comprende: Piazza Monte Schiara e Piazza Vittime di Via Fani, Via Giovanni Paolo  Via Trois, Via Dolabella, Via Castellani, Via Dalmazia, Via Cima, Via Cesa, Via Navasa, Via 9 Ottobre 1963, Via Rudio, Via Schiocchet, Via Frigimelica, Via Tilman (evidenziate in blu nella cartina).

Chiusura al traffico delle strade cittadine

Nella stessa giornata di domenica 18 giugno sarà chiuso al traffico tutto il percorso impegnato per la sfilata e che ha come fulcro il centro cittadino.


Il servizio di Bus Navetta

Nelle giornate di SABATO 17 e DOMENICA 18 GIUGNO è possibile utilizzare gratuitamente il servizio di Bus Navetta che collega i vari parcheggi periferici con il centro della città di Belluno e viceversa.

Potete scaricare i seguenti documenti:

Orari e percorsi Navette 17-18 Giugno
Piantina Percorsi Domenica 18 MATTINO
Piantina Percorsi Domenica 18 POMERIGGIO


Il servizio per sabato 17 giugno

SABATO 17 GIUGNO alle ore 8.30 e alle ore 11.30
Frequenza corse: una corsa di sola andata e una di solo ritorno
Da Piazzale Stazione FF.SS a Piazzale Nevegal e Ritorno

Itinerario andata
Piazzale stazione FF.SS. Belluno – Piazzale Nevegal
Orario del servizio
alle ore 08.30 (unica corsa)

Itinerario ritorno
Piazzale Nevegal – Piazzale stazione FF.SS. Belluno
Orario del servizio
alle ore 11.30 (unica corsa)


Il servizio per domenica 18 giugno mattino

DOMENICA 18 GIUGNO dalle ore 7.30 alle ore 11.00
Frequenza corse: partenze ogni 15 minuti

Linea OVEST
Da Rotatoria Viale dei Dendrofori a Rotatoria alla Cerva

Itinerario
Rotatoria Viale dei Dendrofori, Viale dei Dendrofori, Via Prade, Rotatoria Marisiga, Viale Europa, Via Internati e Deportati, Rotatoria alla Cerva (punto di scarico)

Punti di carico
I punti di carico corrispondono alle fermate previste per le linee autobus urbane.
In particolare: Parcheggio Lambioi, Spes Arena, Incrocio fra Via Prade e Ingresso cimitero Belluno, Località Prade, Incrocio fra Via San Gervasio e Viale Europa, Rotatoria ospedale San Martino, Rotatoria alla Cerva (punto di scarico).

Linea EST
Da Safforze a Rotatoria Piazzale Resistenza

Itinerario
Safforze (davanti supermercato Emisfero), Via Caduti 14 settembre 1944, Via Tiziano Vecellio, Via Vittorio Veneto, Rotatoria Piazzale Resistenza (punto di scarico)

Punti di carico
I punti di carico corrispondono alle fermate previste per le linee autobus urbane.
In particolare: Incrocio fra Via Tonegutti e Via Caduti 14 settembre 1944, Incrocio fra Via Del Vasco con Via Tiziano Vecellio, Incrocio fra Via Simonetti con Via Tiziano Vecellio, Via Vittorio Veneto (Fronte Rist. Pizzikotto), Rotatoria Piazzale Resistenza (punto di scarico)


Il servizio per domenica 18 giugno pomeriggio

DOMENICA 18 GIUGNO dalle ore 14.00 alle ore 17.00
Frequenza corse: partenze ogni 15 minuti

 

Linea OVEST
Da Piazzale Stazione FF.SS a Piazzale Stazione FF.SS

Itinerario
Piazzale Stazione FF.SS., Via Dante Alighieri, Via Cavour, Via Feltre, Via Prade, Rotatoria Marisiga, Viale Europa, Via Internati e Deportati, Rotatoria alla Cerva, Viale Fantuzzi, Via Volontari della Libertà, Piazzale Stazione FF.SS.

Punti di carico
I punti di carico corrispondono alle fermate previste per le linee autobus urbane.
In particolare: Incrocio fra via Dante con via Cavour, Incrocio fra Via Prade e Ingresso cimitero Belluno, Località Prade, Incrocio fra Via San Gervasio con Viale Europa, Rotatoria Ospedale San Martino, Rotatoria alla Cerva, Piazzale Stazione FF.SS.

Linea EST
Da Piazzale Stazione FF.SS a Safforze

Itinerario
Piazzale Stazione FF.SS., Via Volontari della Libertà, Viale Fantuzzi, Rotatoria alla Cerva, Viale Medaglie d’oro, Rotatoria Piazzale Resistenza, Via Vittorio Veneto, Via Tiziano Vecellio, Via Caduti 14 settembre 1944, Zona Safforze

Punti di carico
I punti di carico corrispondono alle fermate previste per le linee autobus urbane.
In particolare: Incrocio fra Via Dante con Via Volontari della Libertà, Rotatoria Piazzale Resistenza, Via Vittorio Veneto (fronte Rist. Pizzikotto), Incrocio fra Via Simonetti con Via Tiziano Vecellio, Incrocio fra Via Del Vesco con Via Tiziano Vecellio, Incrocio fra Via Tonegutti con Via Tiziano Vecellio.

Per la giornata di DOMENICA 18 Giugno, tutti i pullman/autobus, che hanno fatto la richiesta di accesso ai parcheggi, hanno ricevuto indicazioni di esporre sul frontale del pullman la LETTERA loro assegnata (A, B, C, D, F, G), quale percorso effettuare, dove sostare e dove far scendere le persone.

I parcheggi pullman/autobus saranno presidiati dal personale della organizzazione. 


LETTERA A
Pullman provenienti da A27 con uscita a Pian di Vedoia 

Per i Pullman, con indicazione della LETTERA A (da esporre sul frontale del pullman) e provenienti dalla Autostrada A27, è previsto il percorso sotto indicato.

Pian di Vedoia, Ponte nelle Alpi, direzione Belluno Nord, Via Caduti 14 settembre 1944, Via Tiziano Vecellio, Via Vittorio Veneto, Rotatoria Baldenich, via Medaglie d’Oro, Ponte degli Alpini, Viale Fantuzzi, Via Volontari della Libertà, Piazzale Stazione.

Faranno scendere gli occupanti in Piazzale Stazione una volta posizionato il pullman su uno degli stalli delle autocorriere.


LETTERA B e D
Pullman provenienti da A27 con uscita a Pian di Vedoia 

Per i Pullman, con indicazione della LETTERA B e D (da esporre sul frontale del pullman) e provenienti dalla Autostrada A27, è previsto il percorso sotto indicato.

Pian di Vedoia, Ponte nelle Alpi, direzione Belluno, Via Caduti 14 settembre 1944, Via Tiziano Vecellio, Via Vittorio Veneto, Rotatoria Baldenich e via Medaglie d’Oro.

Faranno scendere gli occupanti nei pressi della zona di ammassamento (intersezione tra via Medaglie d’Oro e via Lucio Doglioni cioè 50 metri prima di imboccare il Ponte degli Alpini).

Proseguiranno lungo viale Europa verso i parcheggi della Unicomm in via del Boscon, 422 (indicatore B) o verso i parcheggi della Feinar in località Mier, via Guido Rossa n. 101 (indicatore D);


LETTERA G
Pullman provenienti da A27 con uscita a Pian di Vedoia 

Per i Pullman, con indicazione della LETTERA G (da esporre sul frontale del pullman) e provenienti dalla Autostrada A27, è previsto il percorso sotto indicato.

Pian di Vedoia, Ponte nelle Alpi, direzione Belluno, Via Caduti 14 settembre 1944, Via Tiziano Vecellio, Via Vittorio Veneto, Rotatoria Baldenich, via del Plebiscito, Piazzale della Resistenza (Stadio Comunale di Belluno).

Faranno scendere gli occupanti una volta posizionato il pullman su uno degli stalli indicati dal personale.


LETTERA C e F
Pullman provenienti da Valsugana/Feltre/Busche

Per i Pullman, con assegnata la LETTERA C e F (da esporre sul frontale del pullman) e provenienti dalla Valsugana- Busche, è previsto il percorso sotto indicato (si sconsiglia la percorrenza lungo la sinistra Piave).

Busche, Sedico, Rotatoria Marisiga, Viale Europa, Viale Internati e Deportati, Ponte degli Alpini e Via Medaglie d’Oro.

Faranno scendere gli occupanti nei pressi della zona di ammassamento (intersezione tra via Medaglie d’Oro e via Lucio Doglioni cioè 50 metri dopo aver superato il Ponte degli Alpini).

Proseguiranno verso il parcheggio del piazzale delle Segherie Bellunesi in Via Caduti 14 Settembre 1944, nr 27 (indicatore C) o verso il parcheggio del Centro Commerciale in via del Francesco del Vesco, 7 (indicatore F).


Pullman provenienti da A27 con uscita a Cadola e Sinistra Piave
QUESTE DUE OPZIONI SONO FORTEMENTE SCONSIGLIATE PER I PULLMAN: PRESENTANO UN PERCORSO DI ACCESSO AI PARCHEGGI DIFFICOLTOSO.

Istruzioni per il ritorno

Per il ritorno, i pullman già nell’area della Stazione Ferroviaria, caricheranno sul posto e, dopo le 13.00 alla riapertuta del traffico, potranno muovere sulla viabilità ordinaria oppure, con manifestazione ancora in corso, potranno muovere su via Dante, Via Cavour, via Feltre, viale dei Dendrofori, via Sarajevo e lungo la sinistra Piave in direzione A27 o direzione Feltre.  

I pullman parcheggiati nelle altre aree di sosta, per il carico degli occupanti, potranno raggiungere il Piazzale della Stazione al termine dello sfilamento oppure potranno raggiungere il Piazzale della Resistenza, a circa 500 metri dalla zona di scioglimento. 

In questo sito sono inoltre riportati alla voce VIABILITA’ i principali parcheggi per le auto con i relativi posti disponibili.

 E’ possibile parcheggiare i Pullman nelle zone (le 7 zone sono linkate a Google Maps per eventuale stampa della piantina) ed usufruire del servizio di Bus Navetta.

1 – Viale Europa 15
2 – Via Col Da Ren 14
3 – Ex Caserma Toigo (Via Col Da Ren)
4 – Via del Boscon
5 – Via Tonegutti 6
6 – Piazza Associazione della Bandiera (Nogarè)
7 – Zona Industriale Levego-Sagrogna

Scegliere dove alloggiare

Informazioni sulle strutture alberghiere (hotel, campeggi, B&B ed altre strutture alloggiative).

Disponibilità di alloggi collettivi non attrezzati (brande/sacchi a pelo in proprio) per Fanfare e Cori previa prenotazione all’indirizzo email: belluno@ana.it;

Saranno rese disponibili nelle giornate di manifestazione alcune aree non attrezzate per attendamento o sosta camper.

Attendamenti

Per coloro che intendono pernottare in autonomia (presso la città di Belluno) e con l’ausilio di tende da campeggio è possibile usufruire della zona di Parco Emilio posizionata a fianco del Parcheggio di Lambioi che è servito egregiamente da una scala mobile che consente in pochi minuti di arrivare in Piazza Duomo, al centro città.

La zona sarà servita con la presenza di bagni chimici, oltre ai bagni presenti all’interno dei locali delle scale mobili.

Area Camper

(POSTI PARCHEGGIO PER CAMPER ESAURITI A LAMBIOI)

All’interno del Parcheggio di Lambioi è possibile usufruire di un’ Area Camper specifica per chi fa uso di questo mezzo di trasporto.

I posti riservati ai Camper sono circa 20 con zona per lo scarico ed il rabbocco e acqua corrente. I servizi igienici sono all’interno della scala mobile.
Per maggiori informazioni: www.bellunum.com
Tel. 0437 1876006.

Il numero di posti è limitato e quindi, in caso di saturazione, vi è la possibilità di ricercare gli spazi e parcheggi indicati per le auto e indicati sempre in questo sito.

Per coloro che amano i panorami è stata offerta la possibilità gratuitamente di piantare le tende o sostare con i Camper presso il Rifugio di Zio Stefano in Col di Roanza a 7 chilometri da Belluno ed alle pendici del Monte Serva. Servizi igienici disponibili.

Informazioni sul pernottamento

Oltre alle informazioni, che potete comunque trovare nei vari siti specializzati (Trivago, Hotels, AirBnB, Expedia, Booking…) e predisposti alla erogazione di informazioni su alloggi e dove pernottare in Provincia di Belluno, alleghiamo la lista delle strutture fornita dal Consorzio DMO Dolomiti.

Quanto sotto si aggiunge alle strutture che il Comitato Organizzatore sta predisponendo per esigenze particolari e dedicate a soggetti attivi nella manifestazione e che saranno coordinati dalla Segreteria Sezionale Tel. 0437 942447 – FAX 0437 942447 – e-mail belluno@ana.it.

I servizi per la ristorazione

Nelle giornate di giovedì sera 15 giugno, venerdì 16 e sabato 17 tutto il giorno e domenica 18 sino a pranzo è disponibile un servizio di distribuzione pasti presso un capiente posto ristoro sotto la tensostruttura appositamente installata in Piazza Piloni.

L’orario di apertura al pubblico è dalle ore 18.00 alle 24.00 e dalle ore 11.00 alle 16.00. 

1.500 metri quadrati a sedere totalmente al coperto.

La collocazione della struttura, baricentrica a tutte le principali manifestazioni previste per il Raduno Triveneto di giugno, consente di poter usufruire del servizio di ristorazione senza impegnativi spostamenti.

E’ prevista inoltre l’apertura di tutti i ristoranti e bar della città.

Il servizio dei Chiosci ANA

Dal pomeriggio di venerdì 16 giugno e per tutta le giornate di sabato 17 fino alla sera di domenica 18 giugno, in Piazza dei Martiri,  è aperto un Chiosco per la somministrazione di cibo e bevande.

Orario di apertura chiosco Piazza Martiri dalle ore 09,00 alle ore 24.00.

Nella prima mattinata di domenica 18 giugno dalle ore 08.30 alle ore 11.00 sono resi disponibili altri due Chioschi A.N.A. in località Cavarzano per servire le persone che affluiranno all’ammassamento ed, anche in questo caso, sono disponibli bevande e cibo in attesa poi di proseguire con la tradizionale sfilata.

I due chioschi sono presenti in Piazza Vittime di Via Fani e in Piazza Monte Schiara.

Le Zone di Ammassamento

E’ possibile scaricare la Piantina con le indicazioni delle Zone di Ammassamento riservate ai Cinque Settori.

E’ inoltre indicato il percorso della Sfilata e la zona Scioglimento.

1° SETTORE Via Schiocchet (Colore Giallo)
Fanfara Brigata Julia – Gruppo Bandiera con Bandiera di Guerra del 7° Reggimento Alpini – Reparto di Formazione – Ufficiali e Sottufficiali in Servizio – Gonfalone del Comune di Belluno scortato – Gonfalone della Regione del Veneto scortato – Gonfalone della Provincia di Belluno scortato – Gonfaloni delle Provincie in ordine di decorazione scortati – Gonfaloni dei Comuni in ordine di decorazione scortati – Labaro Associazione Nazionale Alpini scortato – Crocerossine – Associazioni Combattentistiche e d’Arma non facenti capo all’A.N.A.

2° SETTORE Via Schiocchet (Colore Verde)
Sezioni Estere
Sezioni Ospiti

3° SETTORE (Colore Azzurro)
BOLZANO (Piazzale Vittime di Via Fani)
TRENTO (Via Trois)
PROTEZIONE CIVILE TRENTINO ALTOADIGE (Via Trois)

4° SETTORE (Colore Bordeaux)
CARNICA, CIVIDALE, GORIZIA, TRIESTE (Via Pagani Cesa)
UDINE, PALMANOVA, GEMONA (ViaNavasa)
PORDENONE (Via Rudio)
PROTEZIONE CIVILE FRIULI VENEZIA GIULIA (Via Frigimelica)

5° SETTORE (Colore Ocra)
VERONA, VICENZA, VALDAGNO, ASIAGO, MAROSTICA, BASSANO (Via Castellani – Via Trois – Via Dolabella)
TREVISO, CONEGLIANO, PADOVA (Via Tilman)
VITTORIO VENETO, VALDOBBIADENE (Piazzale Monte Schiara)
FELTRE, CADORE (Via Dalmazia)
VENEZIA, BELLUNO (Via Giovanni Paolo I)
PROTEZIONE CIVILE VENETO (Via Giovanni Paolo I)

PERCORSO SFILATA (Colore Granata)
Viale Giovanni Paolo I, Via Doglioni, Viale Medaglie d’Oro, Ponte degli Alpini, Viale Fantuzzi, Via Segato, Piazzale Battisti, Via Loreto, Via Matteotti, Piazza dei Martiri, Piazza Vittorio Emanuele II, Via Roma, Piazza S. Stefano e poi scioglimento. 

Nelle giornate di venerdì 17sabato 18 e domenica 19 saranno messi in vendita i seguenti gadget a ricordo dell’evento:

* Libro del 7° Rgt Alpini
* Litografia Raduno Triveneto di Belluno
* Litografia 90° Sezione A.N.A. di Belluno
* Medaglia Raduno Triveneto di Belluno
* Cappellino
* Coccarda tricolore
* Annullo cartoline (serie 3)

Associazione Nazionale Alpini
Sezione di Belluno
Via Tissi, 1 – 32100 Belluno
Tel. 0437 942447
email: belluno@ana.it
Sito Internet sezionale: www.belluno.ana.it
Sito Internet Triveneto 2023: www.radunotriveneto2023.it

 

 

IAT Belluno – Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica
Via Duomo, 2 – Belluno – Cell. 3342813222

 

 

MediaNordest
Diretta della sfilata ed ampia copertura degli eventi del raduno
https://www.medianordest.it/

Videomedia
Diretta della sfilata e ampia copertura degli eventi del raduno
https://telechiara.gruppovideomedia.it/