Triveneto 2023 Sezione

SEZIONE DI BELLUNO
La Nostra Sezione
Ponte degli Alpini
Il Periodico l’Alpino

Un numero del giornale “L’ Alpino” del 1921 testimonia che la Sezione Ana di Belluno nacque ufficialmente il 20 giugno di quell’anno. Oggi conta 44 Gruppi ed il suo vessillo porta otto medaglie d’oro individuali.

Le sedi

La prima sede fu individuata in via Carrera 10 e ne seguirono altre tre. Nel 2013 è stata inaugurata l’attuale sede, seguita nel 2014 in edificio attiguo, da quella della Protezione Civile sezionale.

I Presidenti della Sezione

Dazio De Faveri (1921-1936), Giacomo Palla (1937), Giuseppe Reolon (1937-1938), Rinaldo Doglioni (1938-1946), Giuseppe Rodolfo Mussoi (commissario, 1947), Agostino D’Incà (1948-1950), Giovanni Luchitta (1950-1957), Giacomo Pellegrini (1957-1966), Giuseppe Rodolfo Mussoi (1966-1987), Bruno Zanetti (1987-1996), Mario Dell’Eva (1996-1999), Franco Patriarca (1999-2002), Arrigo Cadore (2003-2012), Angelo Dal Borgo (2012-2020), Lino De Pra (in carica).

I Gruppi

La Sezione conta 44 gruppi tra Destra Piave, Sinistra PiaveLongaronese/Zoldo, Agordino e Alpago/Ponte Nelle Alpi.

Un totale, al 31 dicembre 2022, di 6.050 soci dei quali 4.729 alpini, 1.304 aggregati e 17 amici degli alpini.

Le manifestazioni

Sono state organizzate importanti manifestazioni, tra cui sei Raduni degli ex appartenenti alla Brigata Alpina Cadore dal 1999 al 2022 e il passaggio della fiaccola olimpica di Torino 2006.

Si ricordano inoltre le celebrazioni per il 130° anniversario della costituzione del Corpo degli Alpini (2002) che è coinciso con il 30° della dedica del Ponte degli Alpini in città.

Nel giugno 2011 è stato organizzato il Raduno del 3° Raggruppamento Triveneto dell’A.N.A. in concomitanza con il 90° di costituzione della Sezione stessa.

Va poi ricordata l’organizzazione della 1a edizione delle “Alpiniadi Invernali” tenutesi nel 2012 in Valle del Biois.

I Sacrari ed il Museo del 7° Reggimento Alpini

Nel territorio di competenza della Sezione insistono tre sacrari militariPian di Salesei (Comune di Livinallongo del Col di Lana), Col Visentin (Comune di Belluno, in memoria dei caduti del 5° “Pusteria” e del Gruppo “Val Piave” del 3° Reggimento d’Artiglieria da montagna), Tempio Ossario di Mussoi (Comune di Belluno, in memoria dei caduti della Grande Guerra).

Di particolare rilevanza storica è il Museo del 7° Reggimento Alpini, ospitato a Villa Patt a Sedico e di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Belluno.

Premio Fedeltà alla Montagna

Sono stati assegnati alla Sezione di Belluno quattro Premi “Fedeltà alla montagna”Cooperativa Allevatori di Livinallongo del Col di Lana (1981); Cooperativa Bassan di Borsoi (1992); Cooperativa Monte Cavallo di Tambre (2003); azienda Diego Dorigo di Laste di Rocca Pietore (2016).

Comunicazione

Dal 2003 viene pubblicato il trimestrale “In Marcia”, inviato a tutti i soci, mentre è assai frequentato il sito internet www.anabelluno.it e la pagina Facebook contenente le notizie utili sulla vita e le attività della Sezione.

Attività Sportiva

I risultati in campo sportivo sono notevoli con parecchie vittorie e lusinghieri piazzamenti degli atleti sezionali alle gare nazionali di sci alpino, nordico, corsa in montagna, mountain bike e tiro a segno.

Noto testimonial è l’arciere Oscar De Pellegrin, del Gruppo Cavarzano-Oltrardo, plurimedagliato alle Paralimpiadi e a vari campionati italiani, europei e mondiali, oggi sindaco della città di Belluno..

Otre 40 anni e non dimostrarli
Protezione Civile auto
A partire dall’Irpinia 

L’Unità di Protezione Civile della Sezione Alpini di Belluno è presente fin dagli anni ’80 con l’emergenza Irpinia. Le prime squadre formatesi si sono via via ampliate ed estese a diversi Gruppi Alpini, costituendosi in Squadre o raggruppando più Gruppi Alpini in Nuclei di P.C.

Ad ogni emergenza, qualunque fosse l’allertamento, l’Unità Sezionale ha sempre risposto: presente!

Le specializzazioni

Negli anni è cresciuta la professionalità, anche adeguandosi agli standard richiesti di intervento con formazioni base, di sicurezza e specialistiche tra cui: l’antincendio boschivo, la squadra subacquea, la squadra alpinistica, la squadra sanitaria, la squadra logistica, il gruppo di cucina da campo, la squadra cinofila, la squadra droni, la squadra TLC, la squadra rischi idrogeologici, la squadra informatica e la squadra segreteria.

La crescita

La costante crescita del numero dei Volontari, con tanti giovani che trovano nell’opera di volontariato dell’A.N.A. dei valori ai quali fare riferimento per i propri indirizzi, ha permesso di raggiungere il numero di 622 iscritti, una percentuale di oltre il 10% rispetto al totale dei Soci della Sezione.

Oggi presenti più che mai
Protezione Civile uomini
 
Emergenza Covid 19

Recentemente il servizio dell’Unità di Protezione Civile ha sviluppato un forte impegno nell’emergenza COVID 19, un impegno che dal 25 febbraio 2020 al 31 marzo 2022 ha comportato l’effettuazione di 6.941 giornate uomo, delle quali 5.064 a favore dell’Ulss n. 1 Dolomiti con una percorrenza di 504 viaggi per un totale di km 33.363 per trasporto e consegna vaccini aicentri vaccinali.

Migliaia di giornate

Nel corso delle varie attività 2020 sono state donate 4.650 giornate uomo, nel 2021 le giornate sono state 3.993 con un forte impegno nelle attività di prevenzione A.I.B. in Calabria, Sicilia, alluvione a Stromboli, emergenza maltempo nelle Marche, nel 2022 le giornate sono state 2.625. 

Una forma di volontariato effettuato in forma totalmente gratuita e incentivato dalla generosità e solidarietà che anima i nostri volontari , giovani e meno giovani a cui compete l’impegno nel rispondere ai bisogni dei cittadini ed a collaborare con le Istituzioni laddove le stesse non hanno la possibilità di intervenire.

A far muovere ogni singolo volontario è il sentire il bisogno di essere utili alle Comunità, con discrezione, ma convinti che ciò che viene fatto ci arricchisce eci gratifica moralmente.

Esposizione di mezzi e materiali

In occasione del Raduno Triveneto sarà allestita un’esposizione di mezzi e materiali della Protezione Civile nel Parco Città di Bologna con il contributo di diverse unità del Triveneto.

Inaugurazione: venerdì 16 giugno alle ore 17,00 presso l’ingresso sud del Parco.
Apertura al pubblico: dalle 17,00 alle 20,00 del venerdì e dalle 9,00 alle 20,00 del sabato

Belluno città degli Alpini
Monumento al mulo
Belluno è sinonimo di alpinità

La storia della città di Belluno è strettamente collegata alla storia del Corpo degli Alpini, di cui l’anno scorso si è celebrato il 150° anniversario di costituzione. 

Lo testimoniano i tanti Reparti delle Truppe Alpine che hanno avuto sede nel suo territorio e le tante infrastrutture militari ancora presenti.

La toponomastica

Lo testimoniano anche i nomi di tante località e manufatti cittadini: il “Ponte degli Alpini” con le due grandi statue raffiguranti due alpini poste alle estremità del manufatto, opere dello scultore locale Franco Fiabane, e col vistoso cappello alpino visibile nei pressi; i nomi di due rifugi posti sulle sovrastanti montagne “Settimo Alpini” e “Brigata Cadore”; il “monumento al Mulo” sito nei pressi del piazzale della stazione ferroviaria che rappresenta un alpino inginocchiato che dà da bere al suo mulo l’acqua contenuta nell’incavo del suo cappello alpino, opera dello scultore locale reduce di Russia Massimo Facchin (vedi foto).

Le caserme

A Belluno ci sono sei caserme, di cui due ancora attive: la “Fantuzzi”, costruita alla fine dell’800 e dal 1953 sede del Comando della Brigata Cadore col suo Quartier Generale (poi Rep. Comando e Trasmissioni) fino alla chiusura nel 1997; le caserme “Toìgo” e “Piave” sedi del battaglione Logistico della Brigata; le caserme “Tommaso Salsa” e “Cap. D’Angelo” già sedi dei due reggimenti della Brigata, ora congiunte; la “Jacopo Tasso”, costruita a partire dal 1704, già convento e chiesa dei Gesuiti, poi sede dell’Istituto Militare di Educazione Inferiore asburgico ed infine sede del Distretto Militare provinciale fino alla soppressione del 1995.

La Brigata Cadore
Brigata Cadore
 

Costituita nel 1953 e sciolta nel 1997, ha avuto il suo comando / quartier generale nella caserma “Fantuzzi”.Fino al 1976, inquadrava il 7° reggimento alpini, la cui sede era presso la Caserma Salsa ed il 6° rgt art da montagna, nell’adiacente caserma D’Angelo. Con la chiusura del livello organico dei reggimenti, dal 1976 ai primi anni ’90, passavano alle dirette dipendenze della Brigata i battaglioni alpini “Feltre” (caserma ‘Zannettelli’ a Feltre), “Pieve di Cadore” (caserme ‘P.F. Calvi’ e ‘Buffa di Perrero’ a Pieve di Cadore), “Belluno” (caserme ‘Salsa’ a Belluno e ‘XXII Marzo 1848’ ad Agordo ), i gruppi di artiglieria da montagna “Lanzo” (cas. ‘D’Angelo’), “Agordo” (Cas. ’Montegrappa’ a Bassano), il btg d’arresto Val Cismon (Cas. ‘Carlo Calbo’ a Santo Stefano di Cadore), il btg Logistico Cadore (caserme ‘Toìgo’ e ‘Piave’ a Belluno).

Nel 1963 la Brigata interviene coi suoi reparti in soccorso alle popolazioni di Longarone a seguito del tragico franamento del monte Toc nel bacino del Vajont. Concorre, nel 1977, all’opera di soccorso delle popolazioni friulane colpite dal sisma; analoghi interventi in occasione del terremoto in Irpinia (1980) e del tragico cedimento di un invaso minerario a Stava di Trento (1985). Nel 1991, in concomitanza con la Guerra del Golfo, svolge servizio di ordine pubblico in Puglia.

Nello stesso anno si prodiga nell’assistenza di alcune centinaia di profughi albanesi organizzando e gestendo strutture di accoglienza ed assistenza nella propria caserma di Strigno (TN); nel 1992 provvede alla prima assistenza e mette a disposizione di un cospicuo numero di rifugiati croati e bosniaci la caserma di Pieve di Cadore e nello stesso anni concorre alle operazioni di protezione pubblica per le popolazioni
dell’Alpago minacciate dalla frana di Lamosano; nei periodi dicembre ’92-gennaio ’93 e giugno-luglio ’93 opera in Sicilia nell’ambito della operazione “Vespri siciliani”.

Poi in Piemonte per l’alluvione del novembre ’94, in Calabria nella operazione “Riace” e in Sardegna nella operazione “Forza Paris”.

La Brigata è stata sciolta, con cerimonia solenne in Piazza dei Martiri a Belluno dove era nata, il 10 gennaio 1997.

7° Reggimento Alpini
Monumento 7 alpini Caserma Salsa d'Angelo
 

Si costituisce il 1° Agosto 1887 a Conegliano Veneto (TV). Dai primi del ‘900, si insedia a Belluno nella Caserma “T. Salsa” che rappresenterà la sua sede storica, inquadrando i battaglioni “Feltre”, “Pieve di Cadore” e “Belluno”.

Partecipa ai due conflitti mondiali e a diverse campagne in terra d’Africa. Interviene alle operazioni di soccorso dopo la tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963, insieme agli altri Reparti che compongono la Brigata “CADORE”. Sciolto l’11 novembre 1975, viene ricostituito nuovamente nella caserma Zannettelli di Feltre, il 22 agosto 1992, inquadrando il battaglione alpini Feltre.

Nel 2005 ritorna nella attuale sede di Belluno.

In tempi recenti il reggimento può vantare la partecipazione a molte missioni di pace nei Balcani (Bosnia e Kosovo), in Somalia, in Libano, in Iraq e, per ben quattro volte, in Afghanistan. Sul territorio nazionale ha preso parte a molte operazioni di controllo del territorio e numerosi sono stati gli interventi a sostegno della società civile in occasione di pubbliche calamità.

Con la sospensione del servizio di leva, dai primi anni 2000, il Reggimento è stato alimentato con Graduati in servizio permanente e Volontari in ferma prefissata. Attualmente è inquadrato nella Brigata Alpina “JULIA”.

Tra i riconoscimenti di cui è insignito, spiccano le Cittadinanze Onorarie ricevute dalle Città di Belluno, Vicenza, Conegliano, Montebelluna, Arsiero e Feltre e dai Comuni di Moriago della Battaglia, Pederobba, Longarone, Torri di Quartesolo, Dueville e Valdobbiadene.

Il 7° reggimento alpini ha avuto 4.556 Caduti nelle guerre combattute a cui si sono aggiunti 5 Alpini caduti nel corso della Missione svolta in Afghanistan nel 2010. Le ricompense individuali per atti di eroismo sono 35 medaglie d’oro, 428 medaglie d’argento e 719 medaglie di bronzo.

Il motto del Reggimento è: AD EXCELSA TENDO!